Secondo l’accusa avrebbero falsificato il calendario per le convocazioni alla Questura di via Dante, a Reggio Emilia, per il rilascio del passaporto. Un iter burocratico questo, anche se la stessa questura spiega che in caso di urgenze i tempi sono molto più ridotti, che poteva durare ance per mesi.
A essere indagati sono marito e moglie: lei una dipendente della questura che svolge un ruolo tecnico nella divisione Pasi (Polizia amministrativa, sociale e dell’immigrazione), lui invece proprietario di un’agenzia di pratiche a Reggio Emilia. La polizia, coordinata dalla Procura di Reggio Emilia, ha eseguito le misure cautelari personali che includono l’interdizione dall’attività di impresa e dai pubblici uffici, nonché il sequestro di una società e di una somma di 16mila e 300 euro considerata provento di reato.
Le indagini erano iniziate dopo le segnalazioni provenienti dall’Ufficio Passaporti e secondo quanto ipotizzato dall’accusa durante le fasi preliminari, i soggetti coinvolti avevano organizzato, insieme ad altri tre individui, un sistema fraudolento per manipolare il calendario delle convocazioni in questura per il rilascio dei passaporti. Nel corso delle indagini si sono evidenziate 163 convocazioni che erano scaturite dal meccanismo truffaldino.







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