“Siamo di fronte a un primo passaggio in Consiglio dei ministri, e questo è certo un fatto positivo. Un passaggio, però, ancora interlocutorio, nel quale il Governo ha comunque fissato alcune scadenze importanti, con l’ipotesi di poter arrivare a un’intesa a partire dal prossimo 15 febbraio. Sono soddisfatto che sia stata accolta la nostra sollecitazione affinché, pur nella giusta e legittima differenza delle proposte, il percorso delle tre Regioni – Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto – fosse tenuto unito. Dopo mesi in cui si profilava un esito diverso prendo atto che ha prevalso il buonsenso e lo considero un fatto positivo per le istituzioni prima ancora che per la nostra Regione. Ora chiediamo al Governo di completare la fase istruttoria e di rispettare le scadenze che ha annunciato affinché si arrivi ad un testo condiviso: un traguardo, lo ribadisco, che sarebbe storico. L’Emilia-Romagna conferma la propria massima disponibilità al confronto e per il buon esito del confronto, forte della propria proposta, proseguendo la proficua collaborazione avviata con la ministra Stefani, che ringrazio”.
Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, dopo che il Consiglio dei ministri nel pomeriggio ha affrontato il tema del regionalismo differenziato sul quale Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto hanno già presentato all’Esecutivo progetti definiti sulla base dell’articolo 116 della Costituzione. Il Governo ha infatti deciso le prossime scadenze: entro il 15 gennaio il termine del lavoro tecnico che il ministero per gli Affari regionali dovrà fare con tutti gli altri ministeri sulla base dei progetti regionali ed entro il 15 febbraio la chiusura dell’istruttoria e la definizione delle proposte definitive da sottoporre alle Regioni.
Autonomia per via costituzionale
L’articolo 116 della Costituzione, al terzo comma prevede l’attribuzione alle Regioni a statuto ordinario di ulteriori “forme e condizioni particolari di autonomia” attraverso una legge dello Stato approvata a maggioranza assoluta, sulla base di un’intesa fra il Governo e la Regione interessata.
Lo scorso 8 settembre, l’Assemblea legislativa regionale ha approvato il progetto definitivo votando una risoluzione per la maggiore autonomia, con la richiesta della Regione Emilia-Romagna di poter acquisire la gestione diretta, e con risorse certe, di 15 competenze in aree strategiche.
Eccole:
Tutela e sicurezza del lavoro, istruzione tecnica e professionale
1) tutela e sicurezza del lavoro;
2) istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche;
3) norme generali sull’istruzione;
Internazionalizzazione delle imprese, ricerca scientifica e tecnologica, sostegno all’innovazione
4) commercio con l’estero;
5) ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi;
Territorio e rigenerazione urbana, ambiente e infrastrutture
6) governo del territorio;
7) protezione civile;
8) tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali
Salute
9) tutela della salute;
Governance istituzionale, coordinamento della finanza pubblica, partecipazione alla formazione e all’attuazione del diritto dell’Unione europea, ambiti trasversali
10) coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario;
11) rapporti internazionali e con l’Unione Europea delle Regioni;
12) Organizzazione della giustizia di pace;
Altri obiettivi strategici
13) agricoltura, protezione della fauna, ese rcizio dell’attività venatoria e acquacoltura;
14) valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività
culturali;
15) ordinamento sportivo






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