di Ugo Pellini
Con una lettera ufficiale inviata all’amministratrice del condominio I Platani di Codemondo, Carlotta Bonvicini, assessora al verde del Comune di Reggio Emilia, ha cancellato le precedenti autorizzazioni all’abbattimento di sette grossi alberi accusati di succhiare acqua e provocare danni all’edificio. Di fatto ora gli alberi sono salvi, ma hanno rischiato di grosso perché il giardiniere del condominio aveva già annunciato che l’”esecuzione” sarebbe avvenuta alle ore 8 di venerdì 21 aprile; domenica scorsa aveva apposto due cartelli, uno con la nuova autorizzazione del Comune e un altro in cui si chiedeva di lasciare liberi per tale giorno i parcheggi.
Si va verso l’epilogo di una vicenda che aveva sollevato molti dubbi e perplessità. Procediamo con ordine: sulla base di una perizia di un ingegnere che sosteneva che questi grossi alberi, distanti oltre sei metri dalle abitazioni, provocavano crepe alle abitazioni, succhiando l’acqua di falda, era stato autorizzato il loro abbattimento. Il nome delle specie delle piante era però sbagliato (non erano abeti bianchi, ma cedri deodara) e un primo tentativo del giardiniere era stato bloccato da alcuni condomini che avevano contestato l’atto sulla base di questo grossolano errore botanico.
La notizia era finita sugli organi di informazione, il consigliere di Forza Italia, Claudio Bassi aveva presentato un’interrogazione che chiedeva la sospensione. E’ stata riunita la Consulta del verde che ha dato il suo parere e come scritto nella lettera della Bonvicini al condominio: “Non si ritengono le alberature direttamente responsabili dei danneggiamenti lamentati. La Consulta riterrebbe necessario un parere geologico e un’ulteriore e più approfondita perizia strutturale a sostegno della richiesta. Si richiede di procedere così come richiesto dalla Consulta stessa al fine di approfondire le motivazioni tecniche a supporto della richiesta di abbattimento”. Crediamo sia molto arduo ora dimostrare le responsabilità delle piante; abbattendole si sarebbe creato un pericoloso precedente, che se avesse preso piede, avrebbe portato all’abbattimento, su richieste simili, di buona parte del verde di Reggio Emilia.
Ugo Pellini (botanico e professore reggiano)






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