Prevista lunedì al Cairo una nuova udienza per il rinnovo della detenzione di Patrick Zaki, lo studente dell’Università di Bologna, arrestato il 7 febbraio dell’anno scorso perché accusato di propaganda sovversiva.
Alla vigilia dell’udienza, la rete degli attivisti che fin dal giorno dell’arresto si batte per la sua liberazione, torna a chiederne il rilascio.
“Tra 7 giorni – scrivono – Patrick avrà completato un anno intero di prigione, le accuse sono le stesse e le nostre richieste rimangono le stesse. Siamo stanche, stanchi, perdiamo la cognizione del tempo e la disperazione a volte prende il sopravvento, eppure una cosa che non smetteremo mai di chiedere è il rilascio incondizionato di Patrick.
Speriamo che questo febbraio sia molto più gentile con lui e con noi del precedente. Patrick non deve completare un intero anno in prigione, speriamo che qualcuno ci ascolti e lo faccia uscire domani”.






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a dirla tutta l'Europa è genuflessa da almeno 40 anni nei confronti di chi apertamente osteggia e, peggio, ritiene normale l'eliminazione dello Stato d'Israele....ne abbiamo
Con la solita tracotanza, il PD reggiano se la canta e se la suona: il sindaco ha chiesto scusa, "caso chiuso". La sempre imparziale informazione reggiana […]
almirante da laggiù si starà facendo anch'egli una serie di domande...
ah beh se pretendono le scuse allora è cosa da non dormirci...dai su inginocchiamoci come facciamo sempre
seguo da sempre i servizi di Abc7NY e caspita proprio ora che parlano della mia città mi sono perso l'inchiesta di stacey