Violenza donne. Zappaterra e Mori: più garanzie a vittime e sbloccare legge caregivers

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“Contrastare la violenza sulle donne e le diseguaglianze di genere e rafforzare sul piano culturale e sociale l’empowerment femminile e la possibilità di raggiungere posizioni apicali”. Sono gli obiettivi prioritari da raggiungere per il Pd in Regione Emilia-Romagna, come ha evidenziato la capogrupppo Marcella Zappaterra, durante la seduta straordinaria dell’Assemblea legislativa, convocata dopo un periodo che ha visto la regione teatro di molteplici femminicidi e che ha scosso profondamente le nostre comunità. Un momento di confronto a cui hanno partecipato, con grande impegno, anche la Rete delle Donne Democratiche e i Coordinamenti dei centri antiviolenza e che ha portato a una risoluzione bipartisan di tutte le forze politiche. “Da oggi – ha aggiunto la consigliera del Pd, Roberta Mori – rafforzeremo insieme le azioni integrate regionali, tenendo ben conto della peculiarità culturale della violenza domestica, che non colpisce solo le donne, ma anche bambini e anziani, ai quali si devono applicare le stesse tutele”.

In Italia, in media, ogni tre giorni una donna viene uccisa da un uomo violento e siamo già a 110 vittime dall’inizio dell’anno. Zappaterra pone l’attenzione sulla condizione delle vittime. “La prevenzione è indispensabile – sottolinea – ma è inefficace senza la protezione di un sistema che non si chiuda in compartimenti stagni, ma assuma la sicurezza delle donne come priorità”. “Il tutto – scandisce – senza inefficienze o inadeguatezze del sistema nel contenere i violenti e a proteggere le vittime”. Proprio per questo anche Mori chiede, entrando sul piano concreto, “di continuare a sostenere in ogni sede con coerenza le iniziative integrate e di valutare l’ampliamento dei protocolli con la Corte d’appello di Bologna, con la Procura generale e con tutti i soggetti istituzionali che possano rafforzare la prevenzione e contrasto alla violenza”.

“Ma gli strumenti per contrastare stereotipi di ruolo e di possesso – mette in chiaro Zappaterra – passano attraverso anche la condivisione delle responsabilità di cura, affinché il divario tra uomini e donne non diventi irreversibile”. E quindi, – sottolinea – “come Pd dell’Emilia-Romagna, continuiamo a impegnarci a 360 gradi perché venga approvata la legge sul caregiving familiare, da troppo tempo ferma in Parlamento, che intende riconoscere queste essenziali figure, in gran parte donne, che costituiscono la rete informale di welfare”. “Occorre poi – prosegue – che la legge per la parità salariale e l’istituzione del reddito di libertà, recentemente approvati, si trasformino quanto prima in quotidianità, soprattutto per le donne che stanno perdendo la speranza”.

“Oggi l’Emilia-Romagna – assicura Zappaterra – è pronta a fare la propria parte, perché si è dotata di politiche strutturali, di investimenti significativi e continuativi e di una rete di soggetti istituzionali, associativi, del terzo settore, che insieme intercettano bisogni ed elaborano azioni. Ma non basta: serve una legge quadro nazionale che renda organico il sistema di promozione e tutela dei diritti delle donne in ogni ambito, attuando in modo compiuto la Convenzione del Consiglio d’Europa 2011 per la prevenzione della violenza di genere e domestica”. Insomma, riassume Mori, serve un “nuovo patto di convivenza per il protagonismo paritario delle donne” e chiede “di continuare a rafforzare le attività dei centri antiviolenza, per uomini maltrattanti e il nostro assessorato e la nostra Regione” per rendere la prevenzione della violenza sulle donne sistemica. Perché – ricorda in conclusione – “la violenza sulle donne è violenza sui diritti umani e la violenza non è un destino e non deve esserlo”.

 



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