I controlli sull’acqua erogata dall’acquedotto di Modena sono numerosi e costanti, effettuati non solo dal gestore Hera ma anche dal Servizio igiene e nutrizione dell’Asl, e i parametri sono ampiamente rispettosi dei limiti di legge. In particolare, per garantire la sicurezza dell’acqua destinata al consumo umano, dal 2020 per l’acquedotto cittadino è stata adottata la metodologia dei Piani di sicurezza dell’acqua (Water safety plans) i quali, in conformità con i principi sanciti dall’Organizzazione mondiale della sanità, agiscono nell’ottica della prevenzione attraverso procedure e strategie finalizzate non solo a gestire il servizio nelle fasi di captazione, potabilizzazione e distribuzione, ma anche a prevenire efficacemente eventuali emergenze idropotabili a tutela della salute dei cittadini.
Lo ha spiegato l’assessora all’Ambiente Alessandra Filippi, nel corso del Consiglio comunale “question time” di lunedì 6 dicembre, rispondendo all’interrogazione sull’acqua pubblica e la salute dell’infanzia proposta da Paola Aime (Europa Verde-Verdi). La consigliera aveva ricordato che il limite di legge per i nitrati nell’acqua potabile di rete è di 50 milligrammi per litro, “ma scende a 10 mg/l nelle acque destinate all’infanzia, mentre a Modena si attesta a 17mg/l”, per chiedere quali prescrizioni, verifiche e controlli siano attuati nei servizi per l’infanzia rispetto all’uso dell’acqua del rubinetto e se si intendano avviare verifiche sulle presenze di microplastiche nelle acque a uso alimentare.
L’attenzione al tema nitrati, ha detto l’assessora Filippi nella risposta, è inserita “nel più generale contesto di gestione che coinvolge non solo Hera ma anche gli enti di controllo, e in particolare Arpae e Asl. Il gestore Hera – ha aggiunto – nel 2020 ha prelevato oltre mille campioni, 550 dei quali sulla rete distributiva, determinando oltre ottomila parametri analitici. Inoltre, a gennaio di quest’anno, nell’impianto di via Cannizzaro è entrata in funzione una nuova apparecchiatura di monitoraggio in tempo reale del livello dei nitrati”.
In merito alla presenza di microplastiche nelle acque di falda, riportando le spiegazioni date dal professor Montanari nel corso della commissione consiliare sul Pug, l’assessora ha ricordato che “il rilievo non ha ragione di essere poiché le acque di falda prelevate dall’acquedotto di Modena sono profonde e soggette, quindi, alla filtrazione naturale che le depura”.
Dopo aver chiesto la trasformazione in interpellanza, Barbara Moretti (Lega Modena) ha affermato che il valore dei nitrati nell’acqua di Modena “è più del doppio della soglia minima prevista per l’infanzia”, chiedendo, quindi, “maggiore attenzione da parte del Comune”.
In replica, la consigliera Aime si è dichiarata “tranquillizzata dalla risposta esaustiva, aggiunta alla consapevolezza che nei nidi non si può usare l’acqua del rubinetto”.







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