Si è svolta nei giorni scorsi l’assemblea generale di Unindustria Reggio Emilia riservata agli associati, che per l’associazione ha rappresentato un importante momento di condivisione in una situazione congiunturale molto difficile come quella che anche il mondo imprenditoriale reggiano sta vivendo in questa fase di ripartenza dopo il lockdown.
L’incontro, seguendo le raccomandazioni sanitarie per il contenimento della pandemia di Coronavirus, è stato realizzato in live streaming, permettendo così agli industriali reggiani di potersi incontrare almeno virtualmente per approvare il bilancio del 2019 e di confrontarsi sugli scenari economici post-Covid.
Ospite dell’evento è stato il noto economista Luca Paolazzi, che ha dialogato con il presidente Fabio Storchi delineando lo scenario globale attraverso l’analisi della correlazione tra epidemia ed economia nei paesi di maggior industrializzazione, affrontando poi l’impatto delle politiche europee sull’economia nazionale, le dinamiche necessarie per recuperare crescita e competitività e analizzando i nuovi trend che guideranno i processi di innovazione e di sviluppo.
Il presidente Storchi, invece, ha sottolineato come in questa situazione di incertezza “è importante che gli imprenditori possano comprendere al meglio quello che sta accadendo nell’economia globale e quali saranno i nuovi trend”, senza nascondere che “la ripresa sarà faticosa”. Arrivati ormai oltre la metà del 2020, infatti, il quadro economico e sociale in Emilia-Romagna “si presenta eccezionalmente difficile e incerto, in linea con quello italiano”.
Dallo scorso febbraio l’impatto delle misure di contenimento della crisi sanitaria generata dal Covid-19 si è sovrapposto a un rallentamento congiunturale osservato già a partire dalla fine del 2019. Nei primi cinque mesi dell’anno è stato registrato un calo del 20,4% per la produzione industriale rispetto allo scorso anno. Il fatturato è sceso del 19,2%, gli ordini totali del 21,1%, con un calo più accentuato per la domanda interna (-23,4%) rispetto a quella estera (-20,2%).
Le previsioni indicano che i paesi più virtuosi torneranno ai livelli di Pil precedenti all’emergenza Coronavirus in due anni, mentre Prometeia prevede che all’Italia serviranno almeno cinque anni per tornare ai livelli di attività pre-Covid.
“Personalmente – ha concluso Storchi – sono fiducioso che il sistema economico e produttivo reggiano e le nostre imprese sapranno reagire a questa crisi senza precedenti. Reggio è luogo di innovazione e grazie alla visione, alla tenacia e alla determinazione dei nostri imprenditori saremo capaci anche questa volta di risalire la china e di riprendere posizioni di assoluto rilievo a livello nazionale e internazionale”.







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No mi dispiace Reggio è pure Matildica e tutto lo fa ancora sentire... persino la famiglia materna di Loris Malaguzzi lo dimostra. Nobiltà di mente