Studio Codacons: in Emilia i rincari più bassi per energia, trasporti e alimentari

distributore benzina super diesel gasolio – FM

L’Emilia-Romagna è la regione più virtuosa d’Italia per quanto riguarda prezzi e tariffe di energia, trasporti e alimentari: lo afferma uno studio del Codacons, che ha elaborato la mappa regionale dei rincari analizzando gli ultimi dati Istat sull’inflazione.

Il conflitto in Medio Oriente attorno allo stretto di Hormuz ovviamente continua a far sentire i suoi effetti negativi, ma l’impatto cambia a seconda delle città, con alcune province che risultano più penalizzate di altre. I settori più colpiti dalla crisi in atto sono i prodotti energetici, i carburanti, i trasporti e gli alimentari, comparti che in alcuni casi hanno fatto registrare una crescita dei prezzi a due cifre percentuali rispetto allo scorso anno.

Per quanto riguarda elettricità, gas e altri combustibili, il conflitto tra Stati Uniti/Israele e Iran ha determinato un’escalation dei prezzi energetici che si è scaricata in modo diretto sulle tariffe di luce e gas pagate dagli italiani. La città che a giugno ha risentito più di tutte di queste tensioni internazionali è stata Vicenza, dove i prezzi di energia e combustibili sono saliti del 15,3% su base annua, contro una media nazionale dell’11,2%. Al secondo posto, ex aequo, Caserta, Padova e Belluno (+14,4%), seguite da Udine (+14,3%) e Pordenone (+14,2%). A Teramo, invece, gli aumenti più “leggeri”, pari comunque a un non indifferente +8,5%; a fondo classifica anche Genova e Reggio Emilia (+8,6%), Ravenna e Modena (+8,8%).

L’altra nota dolente è quella relativa ai trasporti (mezzi personali, servizi di trasporto passeggeri, trasporto merci): in questo campo l’inflazione nazionale a giugno si è attestata al 4,7%, con aumenti decisamente superiori a Reggio Calabria e Cosenza (+7,1%), Napoli (+6,6%) e Olbia-Tempio (+5,8%). Al contrario, a Reggio Emilia i rincari si sono fermati a quota +3%, il dato più basso d’Italia; +3,2%, invece, a Parma, Bologna e Venezia.

Ancora più marcate le differenze a livello provinciale per i prodotti alimentari e le bevande analcoliche: in questo caso in cima alla classifica dei rincari si piazza Bolzano (+3,6%), seguita da Napoli e Siracusa (+3,5%), Terni e Messina (+3,3%). Reggio Emilia è trentunesima, con un incremento dei prezzi dell’1,9%. In fondo alla graduatoria, invece, alcune città registrano addirittura una diminuzione, seppur minima: è il caso di Piacenza e Ravenna, dove i listini di cibi e bevande hanno fatto registrare un lieve calo (-0,1%) rispetto al mese di giugno del 2025. A Firenze, invece, nessuna oscillazione: i prezzi sono rimasti invariati su base annua.



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