Statua di Oliver Tambo, il Comune di Reggio: le scritte razziste saranno cancellate

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L’Amministrazione comunale ha già dato mandato alla ditta incaricata delle manutenzioni nella zona di ripristinare, con una accurata pulizia, la statua di Oliver Tambo, leader sudafricano anti-apartheid, imbrattata con una croce celtica e una scritta che riconduce a un’organizzazione suprematista.

“Il razzismo è deprecabile e la sua esibizione non fa che allontanare chi ne è artefice dalla nostra comunità. La cancellazione di quelle scritte non può che confermare la vocazione di pluralismo, accoglienza e salvaguardia dei diritti della persona, propria Reggio Emilia. Quella statua è collocata nel parco della Pace, perché la via della pace e della libertà riconosciuta a ogni persona è stata quella di Tambo e resta la nostra”, commenta l’assessore a Welfare e Politiche per i cittadini migranti Daniele Marchi.

In bronzo e di dimensioni naturali, la statua era stata donata a Reggio Emilia dal Governo della Repubblica del Sudafrica, in occasione del 40° anniversario della firma del Patto di solidarietà che ha legato Reggio Emilia con il popolo del Sudafrica e per le celebrazioni del centenario del leader del movimento anti-apartheid. Era stata collocata dal Comune nel parco della Pace (tra i quartieri San Pellegrino e Canalina) nel 2017 alla presenza di famigliari di Oliver Tambo e autorità della Repubblica del Sudafrica: da allora il parco è stato dedicato ‘alla Pace e a Oliver Tambo’.

L’opera – realizzata dagli artisti Tania Lee, Cristina Salvoldi e Lungisa Kala – rappresenta Oliver Tambo che tiene in mano la “Freedom Charter”, il documento redatto dal Congresso del Popolo nel 1956 come testo di riferimento per la costruzione di un Sudafrica libero e democratico. Il testo è stato un punto di riferimento per lo stesso Tambo, rappresenta simbolicamente l’impegno di tutta la sua vita e oggi la Costituzione del Sudafrica include diversi articoli di quella Carta della Libertà. La statua fu realizzata a Cape Town; una sua copia è posizionata nella città di Ekurhuleni, con cui Reggio Emilia ha siglato un memorandum e nel cui territorio ha sede la biblioteca dedicata a ‘Bruna e Giuseppe Soncini’.



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