Nella seduta di giovedì 8 luglio il Senato ha approvato con 178 voti favorevoli, 15 contrari e 30 astenuti la riforma costituzionale per attribuire a tutti i cittadini maggiorenni con diritto di voto la possibilità di recarsi alle urne per eleggere i rappresentanti anche del Senato – e non solo della Camera, come avveniva finora. Fino a questo momento, infatti, i diciottenni potevano votare soltanto per l’elezione dei rappresentanti alla Camera dei deputati, mentre per il Senato potevano esprimersi solamente i cittadini con almeno 25 anni d’età compiuti.
Con questo voto, dunque, il Parlamento ha approvato definitivamente la riforma che sarà promulgata tra tre mesi per consentire di chiedere il referendum confermativo, dal momento che alla Camera non era stata raggiunta la quota dei due terzi dei voti favorevoli necessari per evitare l’ulteriore passaggio referendario.
La riforma entrerà in vigore a partire dalle prossime elezioni politiche e farà si, come ha spiegato il relatore Dario Parrini, presidente della commissione affari costituzionali del Senato, che le due camere del Parlamento abbiano la stessa base elettorale. Sono complessivamente quasi quattro milioni i giovani maggiorenni – tra i 18 e i 24 anni – che, acquistando il diritto di elettorato attivo per il Senato, saranno interessati da questa modifica costituzionale.







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