I carabinieri di Scandiano hanno arrestato e riportato in carcere un uomo di 48 anni che, nonostante fosse sottoposto agli arresti domiciliari dallo scorso 11 dicembre, ha violato in più occasioni la misura alternativa concessa dal tribunale.
L’uomo si trovava agli arresti presso la sua abitazione di Scandiano per un cumulo di pene derivanti da precedenti condanne per una lunga lista di reati: violazione della legge sugli stupefacenti, violazione delle prescrizioni della sorveglianza speciale, evasione, truffa, ricettazione, estorsione e falso – per un totale di 27 anni, dieci mesi e cinque giorni di reclusione da scontare, con fine pena fissata al marzo del 2048.
Dall’11 dicembre scorso al quarantottenne era stato concesso di espiare la pena ai domiciliari: l’uomo avrebbe potuto allontanarsi dall’abitazione esclusivamente per “gravi necessità”, e solo avvisando preventivamente le autorità di vigilanza. Ma, come è stato accertato dai carabinieri di Scandiano, nel periodo in questione l’uomo ha ripetutamente violato le prescrizioni del tribunale: è stato sorpreso più volte fuori casa senza autorizzazione, ha incontrato soggetti “controindicati” e in varie circostanze non ha rispettato gli orari di permanenza imposti dal provvedimento.
Il quarantottenne, che era stato autorizzato a effettuare alcuni controlli sanitari, non si è presentato ad alcuna delle visite programmate. Il 3 luglio scorso, inoltre, è stato denunciato per evasione e rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale dopo essere stato sorpreso dai carabinieri di Mesola presso un’azienda agricola in provincia di Ferrara, dove si era recato senza alcuna autorizzazione. All’arrivo delle forze dell’ordine l’uomo ha cercato di sottrarsi ai controlli per oltre un’ora: poi, una volta raggiunto, è stato trovato in possesso di carte di pagamento, timbri relativi a varie aziende non intestate a lui e mille euro in contanti. Il titolare dell’azienda agricola ferrarese ha spiegato ai carabinieri che il soggetto in questione si era già recato sul posto in altre due circostanze, presentandosi come il proprietario di una macelleria di Ravenna.
Tutte queste violazioni sono state segnalate al magistrato di sorveglianza di Reggio, che ha sospeso il regime di arresti domiciliari concesso in precedenza disponendo l’accompagnamento in carcere del condannato. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri di Scandiano, che hanno raggiunto l’uomo presso la sua abitazione, lo hanno portato in caserma e, al termine delle formalità di rito, lo hanno portato nel carcere di Reggio, dove dovrà scontare la pena residua.







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No mi dispiace Reggio è pure Matildica e tutto lo fa ancora sentire... persino la famiglia materna di Loris Malaguzzi lo dimostra. Nobiltà di mente