Scandiano. Minacce e aggressioni allo zio che lo ospita ai domiciliari: torna in carcere

carabinieri Scandiano controllo auto – CC

Non potrà più beneficiare della misura alternativa l’uomo di 30 anni, originario della provincia di Verona, che era arrivato a Scandiano lo scorso 22 aprile dopo aver ottenuto dal giudice la possibilità di scontare una condanna per furto e tentato furto agli arresti domiciliari, a casa dello zio.

È stato però proprio quest’ultimo, dopo qualche mese, a presentarsi negli uffici della tenenza dei carabinieri di Scandiano per segnalare che la convivenza era diventata ormai impossibile a causa dei continui comportamenti violenti del nipote: minacce, aggressioni fisiche e il danneggiamento dei mobili di casa, oltre a (presunti) episodi di consumo di sostanze stupefacenti.

Al termine degli accertamenti, venuta meno la disponibilità di un domicilio idoneo e vista la gravità dei comportamenti contestati, il magistrato di sorveglianza ha disposto la sospensione provvisoria e urgente della misura alternativa degli arresti domiciliari; così, nel pomeriggio di venerdì 4 settembre, i carabinieri di Scandiano hanno rintracciato il trentenne e lo hanno trasferito nel carcere di Reggio, trasmettendo gli atti al Tribunale di sorveglianza di Bologna per le determinazioni definitive.

L’uomo era stato condannato per reati contro il patrimonio e doveva scontare una condanna con fine pena prevista per il 18 ottobre 2027. In due occasioni era entrato nell’ambulatorio della guardia medica dell’ospedale civile di San Bonifacio, nel Veronese, per rubare: la prima volta non era riuscito a portare via nulla; la seconda volta, invece, insieme a due complici era riuscito a rubare un telefono cellulare e un orologio a un medico in servizio, ma era stato poi intercettato dai carabinieri durante la fuga ed era stato arrestato in flagranza di reato.



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