In seguito al grave infortunio avvenuto venerdì 6 alla Bibo Italia Spa di Sant’Ilario d’Enza le maestranze, unitamente alla Rsu e alla Filctem Cgil, hanno deciso di proseguire la fermata avvenuta già subito dopo l’infortunio, e proclamare uno sciopero con fermo produttivo di 24 ore a partire da questa mattina lunedì 9 novembre.
L’iniziativa si è decisa per ribadire la centralità della sicurezza sul luogo di lavoro che non può essere mai prevaricata da programmi di produzione o da obiettivi economici.
Si vuole rinnovare l’attenzione per le misure di sicurezza interne che devono essere sempre adottate in qualsiasi ciclo di lavorazione, per impedire che infortuni del genere possano ancora accadere. Si vuole inoltre affermare che l’azienda deve assumersi la responsabilità sociale di “riconsegnare” i lavoratori a fine giornata esattamente come li ha ricevuti all’inizio, senza nessun danno causato dalla mansione che gli è stato chiesto di svolgere.
“Chiediamo solo di poter lavorare insicurezza”, questo è l’unico slogan scritto su uno striscione che i lavoratori tenevano questa mattina nel loro presidio di fronte all’azienda, ed è questa una richiesta che non deve essere elusa: le aziende dispongono sia di possibilità formative, sia di possibilità tecnologiche, sia di possibilità organizzative per poter lavorare in sicurezza. Ci si domanda quindi perché questo infortunio non sia stato evitato.







Ultimi commenti
e se invece si trattasse della solita percezione ?
Concordo con tutti i commenti precedenti e ricordo che, stando a quanto riportato recentemente, soltanto dai parcheggi il Comune dovrebbe incassare 4 o 5 milioni […]
Suvvia, stava soltanto manifestando il suo disagio: forse ha bisogno di coccole. O di un boia?
Sono più di trent'anni che la lega è al governo o tra i cog... Non mi pare che abbiano conseguito straordinari risultati, nè in questa
Tutto giusto...la viabilità è insostenibile.....i monopattini ti sfrecciano a km esagerati sempre pen sare di sostare i Marciapiedi di via Gorizia per noi pedoni che