A fine ottobre, in uno dei primi consigli dei ministri del nuovo governo, è stato approvato un decreto-legge che ha anticipato dal 31 dicembre al primo novembre la scadenza dell’obbligo vaccinale anti-Covid per il personale sanitario delle strutture residenziali, socio-assistenziali e socio-sanitarie, facendo decadere la sospensione dall’esercizio della professione prevista finora per lavoratori e lavoratrici che avevano scelto di non vaccinarsi contro il virus Sars-CoV-2.
La cabina di regia regionale sul Covid, l’organo tecnico-scientifico convocato dalla Regione Emilia-Romagna per fornire indicazioni operative più precise sul reintegro, ha stabilito che le aziende sanitarie del territorio dovranno evitare di ricollocare il personale sanitario non vaccinato in reparti in cui siano presenti prevalentemente persone affette da patologie che riducono in maniera significativa le difese immunitarie (come ad esempio pazienti con trapianto di organo solido o di midollo e pazienti con malattie oncoematologiche o malattie in trattamento immunosoppressivo).
Nel procedere al reintegro dovrà essere mantenuto l’obbligo di utilizzare i dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie e dovranno essere fatte rispettare le specifiche norme igienico-comportamentali. Le aziende sanitarie, inoltre, dovranno proseguire con i rispettivi programmi di screening del personale sanitario, valutando anche l’eventuale adozione di ulteriori misure di prevenzione anti-Covid a fronte di situazioni eccezionali come l’insorgenza di focolai tra pazienti e personale.
“La scelta antiscientifica, non basata sull’Evidence base prevention, del rifiuto alla vaccinazione”, si legge nel documento messo a punto dalla cabina di regia regionale, “ha riguardato un’esigua parte di sanitari, che niente modifica riguardo al successo e all’efficacia della campagna vaccinale. La vaccinazione risulta tuttora un presidio sanitario imprescindibile per la tutela della salute pubblica, e in particolar modo per i soggetti più fragili”.
In Emilia-Romagna gli operatori e le operatrici della sanità hanno aderito in massa alla campagna vaccinale anti-Covid, facendo arrivare al 99,4% la copertura complessiva tra professionisti, personale tecnico e amministrativo della sanità pubblica. Ad oggi in regione risultano complessivamente 467 le persone del settore non vaccinate, pari allo 0,64% del personale dipendente al 31 ottobre: 166 infermieri, 88 operatori socio-sanitari, 14 medici dipendenti delle aziende e 21 medici di medicina convenzionata.







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