La normativa regionale dell’Emilia-Romagna, che impone il rispetto di una distanza minima di 500 metri tra sale giochi/scommesse e i cosiddetti “luoghi sensibili” (come scuole e ospedali) è “pienamente legittima” e “non produce automaticamente l’esclusione” delle attività commerciali in questione dal territorio comunale, poiché consente comunque l’insediamento in aree alternative: è con questa motivazione che il Consiglio di Stato ha respinto l’appello presentato dalla società All Star srl, confermando dunque la chiusura di due sale giochi e scommesse a Reggio disposta dal Comune nel 2019 perché troppo vicine a una scuola dell’infanzia.
Come riporta l’agenzia Agipronews, nel respingere l’appello i giudici hanno anche sottolineato come la società ricorrente non avesse mai presentato una formale richiesta di trasferimento entro i termini previsti, nonostante avesse a disposizione il 6,4% del territorio urbanizzato per la delocalizzazione delle sale: le presunte difficoltà legate alla carenza di locali liberi in queste zone sono state ritenute “elemento irrilevante”.
Il Consiglio di Stato, inoltre, ha escluso l’obbligo per il Comune di Reggio di riaprire i procedimenti di trasferimento previsti dalla delibera regionale del 2019: i giudici hanno chiarito che tali misure si applicano solo in casi specifici e non comportano una riapertura generalizzata dei termini.
La sentenza ha confermato la piena legittimità delle scelte del Comune reggiano e della Regione: le due sale giochi in questione, quindi, resteranno definitivamente chiuse.






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