Morte Fakir, il legale della famiglia: “Non sia la Polizia di Stato a indagare”

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Fabio Anselmo, il legale dei familiari di Abderrahim Fakir, l’uomo marocchino di 42 anni morto lo scorso 19 luglio a Bologna durante un intervento “contenitivo” da parte di due agenti della Polizia di Stato, ha chiesto che gli accertamenti sul decesso del quarantaduenne siano affidati a un corpo investigativo diverso dalla stessa Polizia.

“La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo del 15 gennaio 2025 ha ribadito un principio fondamentale”, ricorda Anselmo: “Quando appartenenti alle istituzioni o alle forze dell’ordine sono coinvolti nei fatti oggetto di accertamento, le indagini devono essere condotte da autorità realmente indipendenti, prive di legami gerarchici o operativi con gli agenti interessati”.

Le indagini, invece, finora sono state affidate dalla Procura di Bologna alla Squadra mobile del capoluogo dell’Emilia-Romagna, e fin dal primo giorno l’avvocato dei familiari della vittima ha sollevato dubbi su questa decisione.

La richiesta, spiega ancora Anselmo, “nasce anche dalle fortissime pressioni politiche esercitate sulla Questura di Bologna. Ministri ed esponenti della maggioranza si sono recati proprio negli uffici incaricati delle indagini, proclamando pubblicamente l’innocenza degli agenti quando gli accertamenti erano appena iniziati. Lo hanno fatto senza manifestare la minima solidarietà umana nei confronti di Fakir e della sua famiglia e contribuendo a creare un clima incompatibile con la serenità che dovrebbe accompagnare un’inchiesta delicata”.

“Chiedere garanzie di indipendenza”, precisa Anselmo, che ricorda anche i casi di Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi, “non significa esprimere una sfiducia generalizzata nelle forze di polizia”, e la richiesta di affidare le indagini sulla morte di Fakir a un corpo diverso da quello di appartenenza degli agenti coinvolti “non rappresenta quindi un’accusa indiscriminata”, ma “è una misura di garanzia fondata sulla giurisprudenza europea e resa ancora più necessaria dalle interferenze politiche che hanno accompagnato questa vicenda. La credibilità delle istituzioni non si difende anticipando assoluzioni, ma assicurando indagini indipendenti, trasparenti e libere da qualsiasi pressione”.



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