Gentile direttore,
il mio intervento in occasione della Festa del Tricolore (tra l’altro pubblicato integralmente sul sito web della Provincia) è stato incentrato proprio sulla ricerca di temi e valori condivisi, su cui poterci unire e lavorare insieme, che possano divenire punti di riferimento comuni e costanti in un mondo invece contraddistinto da una “perenne transizione”, per usare le parole del Presidente Mattarella.
Legalità e lavoro, giovani, scuola e cultura, sanità pubblica e ambiente: questioni di estrema importanza e urgenza. Questioni sulle quali lavoriamo ogni giorno anche con sindaci e amministratori di differenti sensibilità politiche e su cui, io come le altre autorità intervenute, abbiamo dato piena disponibilità a collaborare, come riconosciuto dallo stesso ministro Ciriani, che ringrazio.
Non le nascondo tuttavia un certo stupore nell’apprendere che le presunte parole “divisive” sarebbero dunque quelle relative al Tricolore che raccoglie in sé anche valori della Resistenza e dell’antifascismo di ogni colore e sensibilità politica.
Se al signor Tortora- che scrive in qualità di presidente di un circolo culturale dedicato a Giovanni Gentile, filosofo e studioso, ma anche ministro del Governo Mussolini e membro del Partito nazionale fascista – sono parsi divisivi tali riferimenti storici, se è parso a lui divisivo citare il Tricolore ripulito dal fascio littorio e dall’aquila nera apposti ai tempi della Repubblica sociale, allora mi sia consentito, il problema non è mio.
Non certo io, ma il Tricolore ci insegna che alcuni principi non possono essere messi in discussione. La democrazia, antidoto a tutti i fascismi nella storia e nel mondo, è una di queste.
Giorgio Zanni
(Presidente della Provincia di Reggio Emilia)






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