Scardinare gli stereotipi di genere attraverso la filosofia del gioco e la prospettiva della relazione genitore-figlio: è questo l’obiettivo di “W.W.W. – Work Woman Wonder: bambine ribelli e maschi del futuro”, il quarto appuntamento del percorso MI.TI.CI. organizzato da Credem e dalla cooperativa sociale Panta Rei.
L’appuntamento, in programma mercoledì 27 maggio alle 17.30 alle Officine Credem di piazzale Europa, a Reggio, avrà come relatrice d’eccezione Francesca Cavallo: scrittrice e creatrice di “Maschi del Futuro”, un progetto dedicato a immaginare nuovi modelli di “maschilità” e nuove narrazioni per le prossime generazioni, è stata coautrice del bestseller “Storie della buonanotte per bambine ribelli”, fenomeno editoriale internazionale che ha venduto oltre sei milioni di copie ed è stato tradotto in 48 lingue; è inoltre autrice di “Storie spaziali per maschi del futuro” e di altri libri e progetti editoriali dedicati ai temi dell’identità, dell’immaginazione e del cambiamento culturale.
Nel suo intervento Francesca Cavallo illustrerà altre prospettive rispetto ai binari tradizionali del gioco (sfida e conquista per i bambini, cura ed estetica per le bambine): leggerli come simboli di una mentalità polarizzata, e provare ad andare oltre, significa permettere ai “padri del futuro” di uscire dal ruolo di semplici aiutanti per diventare co-protagonisti della cura, e alle madri di abbracciare pienamente la propria ambizione e i propri talenti senza il limite di standard precostituiti.
Il convegno punta a superare il dettato dicotomico “prima il dovere, poi il piacere”: attraverso il recupero del bambino interiore e della sua dimensione creativa, professionisti e genitori possono affrontare il carico familiare e lavorativo con maggiore equità e spontaneità, integrando i valori della cura nell’identità maschile e il diritto alla realizzazione in quella femminile.
L’evento, che prevede anche una sessione finale di domande e risposte con Francesca Cavallo, è aperto alla cittadinanza fino all’esaurimento dei posti disponibili.
“Andare oltre gli stereotipi di genere non è solo un compito educativo per i genitori, ma un tema fondamentale per chiunque desideri favorire un ambiente di lavoro equo, liberando il talento e le aspirazioni da standard ed etichette precostituite. Con questo quarto appuntamento del progetto MI.TI.CI. abbiamo l’obiettivo di allargare lo sguardo e di conseguenza anche la platea dei possibili fruitori”, spiega Antonella Indelicato, HR Director del gruppo Credem: “Ragionare su come gli stereotipi condizionino il futuro equilibrio tra vita privata e lavoro permette di agire nel presente per costruire un ambiente professionale sempre più inclusivo. In Credem abbiamo avviato tale percorso nel 2014, con il progetto ‘Donne in Credem’ che negli anni si è ampliato con iniziative su l’age diversity, l’orientamento affettivo, la disabilità e la genitorialità consapevole. Per dare ancora più concretezza a tali iniziative, abbiamo introdotto la figura dei diversity coach, che oggi contano 130 colleghi distribuiti su tutto il territorio e in tutte le società del gruppo, con l’obiettivo di diffondere e presidiare la cultura dell’inclusività”.







Quante cazzate, esistono i maschi e le femmine. Stop
esattamente! ma dopo l’esordio della Ferrari Luce (elettrica) le mie convinzioni a tal proposito iniziano a vacillare….
Francesca Cavallo ha lanciato il progetto “Storie spaziali per Maschi del Futuro”. I promotori parlano del «primo progetto su larga scala (!) dedicato a demolire tutti quei luoghi comuni che ben si radicano già durante la scuola primaria».
Dicono che bisogna intervenire subito «sui più piccoli», «per fare veramente prevenzione, prima che gli stereotipi si trasformino in disuguaglianze e, nei casi più estremi, in violenza».
Francesca Cavallo è l’ideatrice del piano con Fondazioni Libellula e ScuolAttiva Onlus.
Francesca Cavallo si autodefinisce «scrittrice queer, femminista, lesbica, e un’attivista per la parità di genere e i diritti LGBTQIA+»
Non è solo un libro per un semplice progetto. E’ qualcosa di più, tra l’altro usando denaro pubblico.
Non a caso è stato presentato in conferenza stampa al Parlamento col patrocinio del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi-Sinistra.
Sotto l’apparenza di un libro di narrativa per minori si cela un manifesto ideologico su come dovrebbe essere il “maschio ideale” secondo l’ideologia trans-femminista e gender-fluid.
Un nuovo maschio rieducato dal politicamente corretto che rigetta i pericolosi “stereotipi” del principe azzurro, del supereroe, del cavaliere coraggioso.
I numeri dell’operazione sono: 250 classi elementari, 12.500 bambini coinvolti, 5.000 docenti “formati”, oltre 50.000 familiari coinvolti come “ulteriore vettore di cambiamento culturale”… testuali parole.
I genitori devono dare il loro consenso informato, specialmente dopo aver sfogliato il libro e le sue immagini con bambini nudi, adulti nudi, bambine col genitale maschile ecc. (risparmiando altri particolari)…..
Diciamoci almeno che se un bambino di quattro anni gioca con le bambole non è un piccolo trans in erba, e se una bambina di quattro anni gioca con un trattore non è una piccola trans in erba. Educare piuttosto che…decostruire.