Nella mattinata di venerdì 24 aprile alcuni militanti del Coordinamento studentesco Rabûn hanno occupato temporaneamente – in corrispondenza della prima ora di lezione – l’entrata principale del liceo scientifico Aldo Moro di Reggio Emilia, bloccando l’ingresso con un grosso striscione con le scritte “Insegnateci l’antifascismo” e “Giù le mani dallə antifa e dagli spazi sociali”; subito dopo è stata organizzata un’assemblea pubblica negli spazi esterni dell’istituto scolastico.
La protesta ha scatenato l’immediata reazione di Gioventù Nazionale, l’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia, che ha bollato l’iniziativa come “l’ennesima dimostrazione di come certa militanza studentesca confonda la libertà con l’arbitrio. Bloccare una scuola non è un ‘atto simbolico’: è un gesto arrogante che limita il diritto allo studio degli altri studenti. Ancora più inaccettabile è la narrazione vittimista che ne segue. Parlare di ‘deriva autoritaria’ in Italia è propaganda pura: viviamo in uno Stato democratico, dove far rispettare la legge non è repressione, ma normalità”.
“Chi oggi grida allo scandalo”, aggiunge la sezione reggiana di Gioventù Nazionale, “difende realtà come Lab Aq16, Leoncavallo e Askatasuna, che da anni occupano abusivamente spazi pubblici. Non sono ‘luoghi sottratti’, ma immobili utilizzati illegalmente. Se il governo Meloni ha deciso di intervenire dopo decenni, ha semplicemente fatto il suo dovere. E qui sta il punto politico: per troppo tempo una certa sinistra, anche a livello locale, ha fatto finta di non vedere. Il Pd reggiano continua a chiudere un occhio, quando non due, su queste occupazioni, tollerando e di fatto legittimando l’illegalità per convenienza ideologica”.
“Oggi invece c’è un governo che non fa sconti a nessuno. Le regole valgono per tutti, anche per chi si autoproclama ‘antifascista’ ma poi agisce fuori dalla legge. Le scuole non sono terreno di occupazione politica. Sono luoghi di studio. E chi pensa di poterle bloccare per imporre le proprie idee non sta difendendo la libertà: la sta calpestando. La scuola è antifascista proprio perché la gente come voi ne viene tenuta fuori”.






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