Anna Piacentini, componente il Consiglio provinciale di Confcooperative Reggio Emilia e presidente della cooperativa “People 3.0” (specializzata nella consulenza d’impresa, formazione manageriale, marketing e new media), è stata eletta vicepresidente di Confcooperative Emilia-Romagna.
Ampie competenze nella formazione, nella consulenza d’impresa e nella digitalizzazione, Anna Piacentini è figura di particolare spicco dell’imprenditoria femminile della centrale cooperativa. Tra le protagoniste della nascita della Commissione regionale dirigenti cooperatrici (di cui è presidente), da tempo è impegnata, anche a livello nazionale, in indagini, ricerche e progetti di valorizzazione dell’imprenditoria femminile, associate ad un lavoro non meno intenso per la promozione di forme d’organizzazione aziendale mirate tanto sull’efficienza quanto sul benessere delle persone.
L’elezione di Anna Piacentini (che affiancherà Francesco Milza alla presidenza di Confcooperative Emilia-Romagna insieme ai vicepresidenti Luca Bracci e Daniele Ravaglia) è giunta a conclusione del completamento del rinnovo degli organi della centrale cooperativa regionale, del cui consiglio di presidenza è componente anche il presidente di Confcooperative Reggio Emilia, Matteo Caramaschi.
“Chiudiamo a livello regionale – ha detto il presidente Francesco Milza ai componenti il Consiglio regionale di Confcooperative Emilia-Romagna, di cui fanno parte dieci esponenti della cooperazione reggiana – una stagione congressuale sofferta, caratterizzata dall’emergenza sanitaria che per molte nostre cooperative si è già trasformata in emergenza economica”.
Le sfide del futuro – ha detto Milza per Milza – rientrano nel nuovo Patto per il Lavoro e il Clima che Confcooperative Emilia Romagna è impegnata a sottoscrivere con la Regione, fornendo il suo contributo in termini di proposte e chiedendone una concreta declinazione nei territori.
Tre le priorità messe in evidenza da Milza: “Siamo chiamati a promuovere con le nostre cooperative uno sviluppo sostenibile armonizzando alcuni elementi fondamentali: crescita economica, inclusione sociale e tutela dell’ambiente. Occorre inoltre – ha aggiunto – mettere al centro delle nostre agende la questione demografica che proietta la regione in uno scenario preoccupante di progressivo invecchiamento, una situazione che noi cooperatori costruttori di bene comune non possiamo assolutamente ignorare. Infine, l’esperienza del lockdown ci ha catapultati in maniera brusca in un modo digitalizzato che richiede la garanzia dei diritti di connessione tecnologica a tutti, partendo dai territori più isolati”.







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