“Nonostante la zona rossa e la risalita dei contagi, che anche in Provincia assume caratteristiche sempre più allarmanti, rileviamo che all’inasprimento delle misure per il contenimento della diffusione del Covid non corrisponde una conseguente risalita della soglia di attenzione alla tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori della grande distribuzione provinciale”.
Così la Filcams Cgil Reggio Emilia in merito alle tante situazioni segnalate al sindacato in cui affollamenti, file alle casse e rifornimento delle corsie spalla a spalla con la clientela sono all’ordine del giorno. Mentre interi settori sono chiusi per limitare il diffondersi del virus – come bar, ristoranti e tutta l’industria del turismo, con lavoratori da mesi in cassa integrazione – i supermercati continuano a garantire un servizio continuativo.
Ad essere chiamate in causa sono le aziende della grande distribuzione che, sottolinea il sindacato”devono adoperarsi da subito per il ripristino dei contingentamenti e per la tutela della salute dei propri dipendenti”.
“Pretendere di gestire l’organizzazione del lavoro e della sicurezza come se fossimo ancora in zona gialla, senza il rispetto del contingentamento degli ingressi ed esponendo i dipendenti ad inutili rischi non è accettabile – continua la Filcams -. Con la diffusione delle nuove varianti le raccomandazioni del mondo scientifico sono chiare, soprattutto in merito all’importanza di mantenere un distanziamento di almeno due metri. Qualora le cose continuassero così – conclude il sindacato – effettueremo le opportune segnalazioni agli organismi ispettivi competenti in ogni occasione di mancato rispetto delle norme”.






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