Reggiane, la fabbrica che ritorna a vivere

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Anche Sette, noto e apprezzato magazine del Corriere della Sera, si è occupato della rigenerazione delle storiche Officine Reggiane, area industriale che sorge nel cuore del quartiere operaio di Santa Croce, a due passi dal centro storico di Reggio Emilia.

Spiega il settimanale come questi “mostri-colossi” nati nel Novecento, poi abbandonati e trasformati dal tempo in archeologia industriale siano diventati delle vere e proprie sfide per le amministrazioni che ne hanno ereditato i mastodontici scheletri, veri e propri laboratori attraverso i quali immaginare e ridisegnare le città del futuro. E, dice Sette, “la progressiva riconversione delle Reggiane, rappresenta uno dei casi più eclatanti di questa filosofia di lavoro”, grazie alla capacità di unire e legare insieme gli interessi del pubblico e del privato, la memoria e l’innovazione, il progetto e la ricerca.

Così quei capannoni, gli stessi che nel periodo della Seconda guerra erano arrivati a contare oltre 11mila maestranze (quelle in particolare dei cosiddetti operai di prima generazione, con le mani sporche di farina), via-via con il declino della fabbrica diventati fantasmi senza vita, sono ritornati oggi a essere il cuore pulsante di un Tecnopolo della modernità e rispettoso della tradizione, in un Parco Innovazione che sorprende per progettualità.



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