A poche ore dalla chiusura dei seggi, dopo che i dati dell’affluenza hanno certificato il fallimento di tutti e cinque i referendum, nessuno dei quali – né quelli sui diritti dei lavoratori (quattro quesiti) né quello sulla cittadinanza (un quesito) – ha raggiunto il quorum di votanti richiesto (il 50% + uno degli aventi diritto) affinché i risultati potessero essere considerati validi, la Cgil di Reggio non vuole comunque sentir parlare di “sconfitta”.
“Se decidi di giocare una partita vai in campo e dai tutto quello che hai, magari vinci o magari no. Di certo a stare sugli spalti ad assistere, o peggio, come è accaduto, a ‘gufare’ è più comodo, ma così si fa il gioco dell’immobilismo, delle rendite di posizione, e non si cambia mai”, ha commentato a caldo il segretario generale della Cgil reggiana Cristian Sesena.
“In un referendum con il quorum da raggiungere l’astensione è un’opzione con cui bisogna fare i conti. Ma mi chiedo in quanti, fra coloro i quali hanno deciso di non andare al voto, abbiano esercitato una scelta realmente consapevole, seguendo le pessime indicazioni della destra, e quanti invece fossero stati adeguatamente informati, visto l’oscuramento generale dell’informazione”.
“Abbiamo raggiunto un risultato importante. Abbiamo riportato al centro del dibattito politico il lavoro, abbiamo lottato con inviti all’astensione e un silenzio informativo voluto dal governo e prontamente messo in pratica da un servizio pubblico prono. Siamo riusciti ad aggregare forze sociali diverse, partiti e associazioni, attorno all’obiettivo di lottare insieme per una nuova stagione di diritti del lavoro. Non è un risultato da poco. Si continua su questa strada perché la strada è giusta”.
La Cgil reggiana ha parlato di uno “sforzo imponente” a livello provinciale, dove comunque è andato a votare oltre il 42% degli aventi diritto: “Nessuna organizzazione a Reggio sarebbe stata in grado di mobilitarsi in questo modo, e ciò dimostra il nostro radicamento sul territorio e la nostra capacità di promuovere partecipazione attiva, vera, dal basso. A tutte e tutti i nostri militanti va un ringraziamento enorme per un impegno a tratti commovente. Le reggiane e i reggiani hanno riconosciuto questo sforzo. Abbiamo portato al voto il doppio dei nostri iscritti, un dato assai vicino a quello di quanti si sono recati alle urne per le scorse elezioni regionali. È un 42% di fiducia e di responsabilità per il futuro”.
Ora, ha concluso l’organizzazione sindacale reggiana, “è il momento di capitalizzare questo risultato. In che modo? Facendo accordi con associazioni datoriali e istituzioni su temi strategici quali salute e sicurezza e per promuovere buona occupazione, esigendo il rispetto della dignità del lavoro a partire dalle vertenze più delicate aperte sul territorio, come ad esempio Inalca e Manifatture San Maurizio. Il dato politico c’è, è rilevante e deve pesare sul futuro di Reggio”.






Ultimi commenti
Infatti la nostra è una finta democrazia, mai come ora è stato così evidente...questa europa è destinata ad implodere con o senza guerre si vedrà.
tutto molto bello, pero' se in stazione abbiamo l'Esercito mi auguro che nelle nuove Ramblas ci mettano come minimo un presidio con l'Ejército de Tierra....
Ma quali famiglie coinvolte?! Avete letto, voi coordinamento di forza italia, che razza di sorte toccherebbe loro? Ri.prendete in mano quel famigerato progetto e rendetevi
Quadro perfetto della locale "intellighenzia": incapace, supponente e sfruttatrice dell'altrui buona fede. Sempre si torna al pifferaio di Hamelin.
Ah i tavoli di confronto, i gruppi di lavoro, per non parlare del raccordo fra le istituzioni! Un'autentica libidine socio.psico.educativa degna delle prime innovazioni annunciate […]