Il centrodestra si schianta su Casellati

Roberto Fico ed Elisabetta Alberti Casellati Pdr 2022

Venerdì 28 gennaio anche la quinta votazione per l’elezione del tredicesimo presidente della Repubblica italiana si è conclusa con il mancato raggiungimento del quorum. Niente da fare, dunque, per la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati, che in mattinata era stata indicata dal centrodestra come la candidata unitaria della coalizione. Dallo spoglio delle schede, invece, è emerso con chiarezza che non tutti si sono attenuti alla linea di partito, con la seconda carica dello Stato che si è fermata a quota 382 preferenze, ben lontana dal quorum di 505 voti validi necessario per salire al Colle.

La votazione si è caratterizzata anche per l’astensione dei partiti del centrosinistra (Pd e Liberi e Uguali) e del Movimento 5 Stelle, che hanno dato indicazione ai propri e alle proprie parlamentari (nonché ai delegati e alle delegate regionali) di rispondere alla chiama del presidente della Camera Roberto Fico ma di non ritirare la scheda per il voto, in modo da rendere più evidente quali fossero i numeri realmente in gioco nel campo del centrodestra. Si spiegano così le 406 astensioni registrate nella prima votazione della giornata, che hanno fatto crollare a 530 il numero totale dei votanti.

A parte quelli per Casellati, gli altri voti validi sono andati soprattutto all’attuale Capo dello Stato Sergio Mattarella (46 voti) e al magistrato Antonino Di Matteo (che ha raccolto 38 voti, in gran parte riconducibili ad Alternativa c’è, la componente del gruppo misto formata dagli esuli del Movimento 5 Stelle). Meno di una decina di voti ciascuno, invece, per altri candidati come Berlusconi, Cartabia, Tajani e Casini.

Al termine dello scrutinio sono state 11 le schede bianche, 9 invece i voti cosiddetti “dispersi” (quelli andati a candidati o candidate che hanno ricevuto una sola preferenza), 9 le schede nulle.


Ufficializzata la quinta fumata nera consecutiva, il Parlamento – riunito in seduta comune Camera-Senato, con l’aggiunta dei 58 delegati regionali – è stato riconvocato alle ore 17 per la seconda votazione della giornata. Resta invariato a quota 505 voti il quorum necessario per l’elezione del nuovo capo dello Stato.



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