Smog, l’allerta in Emilia resta in vigore

piazza del Monte Reggio

In Emilia-Romagna non si attenuano le criticità sul fronte dell’inquinamento atmosferico. Il bollettino “Liberiamo l’aria” dell’Arpae di venerdì 14 gennaio, infatti, ha prorogato l’allerta smog in tutta l’Emilia, estesa questa volta anche alla provincia di Ravenna, mentre nel resto della Romagna la situazione è ancora sotto i livelli di guardia.

Il monitoraggio di fine settimana ha evidenziato numerose situazioni da “bollino rosso”: secondo il modello previsionale, che applica una modalità “predittiva” basata su un sistema integrato di modellistica meteorologica e di qualità dell’aria, e che punta a ridurre gli accumuli di Pm10 intervenendo in anticipo, nei prossimi giorni è atteso il superamento del valore limite giornaliero delle polveri sottili nelle stazioni di monitoraggio dell’inquinamento atmosferico di sei province e della città metropolitana bolognese.

Per questo motivo nelle province di Piacenza, Parma, Reggio, Modena e Ferrara e nel territorio della città metropolitana di Bologna restano ancora in vigore le misure emergenziali previste dal Pair 2020 (Piano aria integrato regionale per il contenimento degli inquinanti e la salvaguardia della qualità dell’aria), la manovra antinquinamento per il periodo autunnale e invernale messa a punto dalla Regione in collaborazione con i Comuni capoluogo. Da sabato 15 gennaio, inoltre, le stesse misure entreranno in vigore anche in provincia di Ravenna.

Le regole a Reggio Emilia | Le regole a Modena | Le regole a Bologna e nei Comuni dell’agglomerato urbano

Nei comuni Pair delle province interessate (tutti quelli con oltre 30.000 abitanti, più i tre che hanno aderito volontariamente all’accordo: Fiorano Modenese e Maranello, in provincia di Modena, e Rubiera, in provincia di Reggio) a tutte le limitazioni strutturali già previste dal piano regionale standard – valide fino al 30 aprile 2022 – si aggiungono anche le seguenti disposizioni: lo stop alla circolazione di tutti i veicoli diesel euro 4 dalle 8.30 alle 18.30 nei centri abitati; l’abbassamento delle temperature medie nelle abitazioni fino a 19° C e negli spazi commerciali e ricreativi fino a 17° C; il divieto di combustione all’aperto di sterpaglie, residui di potatura e scarti di vegetali di origine agricola; il divieto di barbecue e di scoppio di fuochi d’artificio; il divieto di uso di biomasse (legna, pellet, cippato o altro) per il riscaldamento domestico (in presenza di impianto alternativo) con classe di prestazione energetica ed emissiva inferiore a 4 stelle; il divieto di sosta con motore acceso per tutti i veicoli; il potenziamento dei controlli su circolazione dei veicoli, combustioni all’aperto, spandimento liquami e impianti a biomassa domestici.


Nei comuni di pianura, invece, restano in vigore l’abbassamento delle temperature medie nelle abitazioni fino a 19° C e negli spazi commerciali e ricreativi fino a 17° C, il divieto di uso di biomasse per il riscaldamento domestico (in presenza di impianto alternativo) con classe di prestazione energetica ed emissiva inferiore a 4 stelle e il divieto di spandimento di liquami zootecnici senza tecniche ecosostenibili.

Le misure emergenziali rimarranno in vigore almeno fino a lunedì 17 gennaio (compreso), giorno in cui sarà disponibile il nuovo bollettino dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale: l’aggiornamento sullo stato dell’inquinamento atmosferico in regione determinerà l’eventuale ulteriore proroga della validità delle misure o, al contrario, la fine del regime emergenziale nelle province i cui parametri dovessero essere tornati al di sotto delle soglie critiche.



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