Coronavirus, niente paura per i nostri animali

cane

Sembra non sia una fake news la notizia del primo cane positivo al Coronavirus a Hong Kong, appartenente a una donna infetta di 60 anni: anche lui è stato messo in quarantena, come la sua proprietaria.

L’abitudine degli abitanti a Hong Kong è quella di mangiare carne di cane, tant’è che Pechino ha varato una legge che mette al bando la carne di cani. Ovviamente quest’ultimo problema non si pone per noi europei, che non solo non mangiamo carne di cani ma lo riteniamo una consuetudine aberrante e impensabile.

La pazzesca “infodemia” che si è creata tra umani ha portato alla scomparsa del triplo bacio come saluto tra amici e parenti (rimane solo un rapido saluto con le mani), mentre in chiesa lo scambio del saluto della pace è diventato un gesto fugace e faticoso, fatto solo con i vicini e conosciuti, seguito da una spalmata di gel all’amuchina nascosta in tasca.

Gli esami diagnostici per la positività al coronavirus riguardano tamponi eseguiti nel cavo orale, i quali vengono sottoposti a un esame che si chiama “Rt Pcr”: si tratta di una tecnica che consiste in modo molto semplificato di amplificare tante volte il codice genetico di un virus fino a renderlo visibile.

Il cane di Hong Kong non ha assolutamente sintomi di malattia CoVid-19, nonostante sia i cani che i gatti siano suscettibili a molte infezioni di coronavirus che sono però specie-specifici. Con questo termine si intendono i virus che sono in grado di replicarsi e dare infezione solo in alcune specie, mentre in altre no.

Nel gatto da sempre esiste una pericolosissima malattia che provoca in questa specie la peritonite infettiva felina mortale, ma assolutamente innocua per noi umani – altrimenti noi veterinari ne saremmo tutti infetti.

In epidemiologia bisogna distinguere il ruolo di vettore e veicolo. I veicoli sono rappresentati da oggetti inanimati, contaminati dai germi patogeni e che fanno da tramite per la loro trasmissione (per esempio acqua, alimenti, aria, terra, oggetti).

I vettori biologici, come zanzare e zecche, sono anch’essi contagiati dagli agenti patogeni, che si moltiplicano all’interno del loro organismo e che vengono successivamente trasmessi al nuovo ospite, in genere in seguito a un morso o a una puntura. I vettori meccanici, come le mosche, possono trasportare l’agente infettivo sulla superficie del loro corpo e trasmetterlo per contatto fisico.

In questo caso ritengo che il cane di Hong Kong sia un veicolo passivo, ossia una “superficie” nel quale il virus si è deposto, come in qualsiasi superficie dove ha una sopravvivenza limitata nel tempo. Differente invece sarà determinare se i cani, in seguito al contatto con il virus, produrranno anticorpi: in questo caso significherebbe che il virus riesce ad attecchire sull’animale e determinare una risposta immunitaria.

Ci tengo comunque a rassicurare tutti, a non prendere decisioni allarmistiche sulla detenzione degli animali e di non allarmarsi al primo colpo di tosse del nostro beniamino a quattro zampe, visto anche il cambiamento delle temperature degli ultimi giorni.




Ci sono 2 commenti

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  1. Mimmo

    Per quanto riguarda il fumo passivo al chiuso a all’aperto esistono pericoli di contagio? e se si a quale distanza occorre stare visto che tale fumo si sposta spesso a una certa distanza dal soggetto emettitore a seconda delle correnti di aria presenti.

  2. Carlotta Rinaldi

    Ho 3 cani. Non ho paura che loro mi passino alcuna malattia. Il mio timore è , dato che c è gente che sputa per terra, visto coi miei occhi, o buttano di tutto per terra ivi compresi fazzoletti pezzi di cibo etc etc, ed ho una barbona che tenderebbe a prendere ogni cosa, anche se a comando sputa tutto, possano loro diventare come una superficie infetta. Mica posso lavarli con l amuchina…né tanto meno spruzzarli con clorexiderm o lavarli più di una volta ogni 15 20 giorni (gli altri due sono maltesi ed ina a pelo lungo) né tanto meno isolarli da me, dormono con me


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