Reggio e il senso del ridicolo

Ucraina

Se c’è qualcosa che un filo mi disturba (non più di trenta secondi, peraltro, come insegna il Dalai Lama) è la smania dei miei concittadini – o meglio: del non esaltante ceto politico locale reggiano – nel cercare di ritagliarsi scampoli di visibilità al di fuori di se stesso, senza comprendere quando si oltrepassa il confine del ridicolo. Leggo un titolo di 24Emilia: “Reggio si mobilita contro i venti di guerra”. Opperò. Roba grossa.

Penso al significato delle parole, soprattutto al verbo “mobilitare”. Che significa “mobilitarsi” nel ventunesimo secolo, nel tempo dell’intelligenza artificiale, del metaverso, delle criptovalute?

Potremmo chiederlo ai vecchi comunisti di Cavriago, ancora orgogliosi del busto di Lenin esposto in piazza. È trascorso più di un secolo dalla Rivoluzione d’Ottobre, i postcomunisti fanno il gioco dell’America guerrafondaia e imperialista.

Ci vorrebbe una seduta spiritica attorno al busto, ci vorrebbe. Invece no. Questi sedicenti democratici hanno in mente la carriera e non temono di cadere nel ridicolo quando si “mobilitano” a fianco della Nato contro la Russia cattiva. Qualcuno potrebbe chiedere una reazione a Lavrov, ministro degli Esteri russo, senza arrivare a Putin: “Reggio Emilia, una piccola città italiana, si mobilita contro di noi”. Perfino le torri del Cremlino impallidirebbero.

Temo che il sindaco Vecchi e il segretario Pd Gazza non riescano a compiere un atto di auto-consapevolezza per comprendere la figura di tolla che vanno imponendo al nome della città, piuttosto che a se stessi.

Auspicano la pace, ma dimostrano di non conoscere la situazione in quella che un tempo si sarebbe definita oltrecortina. Due sere fa a Donetsk la gente è scesa in piazza come se avessero vinto i Mondiali. Erano cittadini russi, come del resto in maggioranza russi sono i cittadini della Crimea, di Kharkov, di Mariupol, di Odessa. Come mai? L’Ucraina è in gran parte popolata da russi?

Impegnato a “mobilitarsi” nella tradizione testaquadrista del provincialismo locale, il sindaco Vecchi e compagnia sfileranno in via Emilia per sostenere un fronte politico-militare sostenuto dalla Nato di cui fanno parte, tra gli altri, i neonazisti di Pravy Sector. E perché, noi dell’Occidente, stavolta stiamo con i nazisti? E perché sfiliamo con le care badanti, tutte o quasi provenienti dall’Ucraina occidentale, come fossero vittime del terribile Putin?

Consiglio non richiesto ma utile: prima di mobilitarvi, mettetevi a studiare.




Ci sono 7 commenti

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  1. paolo

    In effetti l’Italia intera si è mobilitata, continuano a morire migliaia di esseri umani, si arricchiscono enormemente gli importatori di materie prime , gas e petrolio, dollaro e rublo sono al massimo degli ultimi anni sull’Euro , cina e India fanno affari d’oro comprando dalla Russia alla metà mentre noi ben che vada compreremo al doppio o triplo… non c’è che dire sul piano strategico stiamo azzeccando tutto… magari facciamo un sacco di affari nel commercio di armamenti… avendo i migliori al governo qualcosa di positivo ci deve essere per forza…

  2. ANDREA L.

    Buonasera Direttore
    la mia stima nei suoi confronti non è di oggi e non cambierà certo dopo questo articolo.
    Ma, onestamente non capisco questo attacco alla classe politica locale per aver promosso una manifestazione contro la guerra. Sicuramente potremmo fare analisi e approfondimenti e scoprire anche errori occidentali compiuti nei confronti della Russia dopo la caduta dell’URSS, ma quando la parola passa alle armi promuovere una manifestazione di condanna credo sia il minimo sindacale.
    Con stima
    Andrea L.

  3. Aperitivo

    Finito il terrorismo mediatico del Covid, ora c’e’ il terrorismo mediatico rosso Russo. Magari, fosse rosso Ferrari, vorrebbe dire che avremmo vinto il mondiale di F1.


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