Sono complessivamente 10 le persone evacuate dopo l’incendio avvenuto tra il 21 e il 22 luglio in un edificio situato tra via San Cataldo e via Emilia ovest a Modena, per le quali i Servizi sociali del Comune hanno contribuito a trovare una collocazione temporanea in attesa del ripristino degli alloggi in cui abitavano.
Dopo le prime operazioni di soccorso svolte da Vigili del Fuoco, 118, Forze dell’ordine e Polizia locale che ha contribuito a evacuare lo stabile e a un primo smistamento delle persone, verso le 4 del mattino sono entrati in azione anche gli operatori del Pris, il Pronto intervento sociale che rappresenta la risposta all’esigenza di intervenire rapidamente in situazioni di particolare gravità e urgenza per quanto concerne problematiche a rilevanza sociale.
Il servizio, disposto e coordinato dal Comune di Modena e svolto dalla cooperativa sociale Domus, è attivo 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno, anche al di fuori degli orari di apertura dei servizi comunali. Il nucleo del Pronto intervento sociale, oltre ad essere in contatto con il dirigente reperibile dei Servizi sociali, è sempre contattabile da 118, Forze dell’ordine e Polizia locale attraverso un numero telefonico dedicato. Il Pris viene solitamente attivato in casi di emergenza sociale, come può essere il ritrovamento di un anziano solo in stato confusionale o di un minore straniero non accompagnato, il caso particolare di un senza fissa dimora o di una donna a cui occorre una collocazione d’emergenza. Per poter commisurare l’intervento alle esigenze reali, oltre che alle effettive risorse delle persone che ne beneficeranno, gli operatori svolgono innanzitutto un colloquio volto a capire la situazione e le effettive necessità, ma la notte scorsa gli operatori del Pris di colloqui ne hanno fatti addirittura sette. Tante erano infatti le persone evacuate dall’alloggio dichiarato inagibile e situato proprio sopra a quello in cui si è verificata l’esplosione. Per i sette uomini, tutti di nazionalità centroafricana (Senegal, Mauritania e Costa d’Avorio) con un’età compresa tra i 25 e i 66 anni, occupati e regolari sul territorio, quattro residenti nell’alloggio e tre ospiti, è stata disposta una collocazione temporanea in una struttura in città, visto che non hanno parenti o amici che li possano ospitare.
Per la coppia con una bambina piccola, per i quali si era inizialmente prospettata un’analoga soluzione, anche se il loro alloggio non era stato dichiarato inagibile, si prospetta invece solo un breve soggiorno in albergo di cui si farà carico la stessa proprietà dell’immobile in locazione per consentire di ripulire per bene l’alloggio prima del loro rientro a casa.







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