La Digos e la Questura di Bologna sono al lavoro sull’informativa relativa alla manifestazione sindacale di venerdì 20 giugno, quando oltre diecimila lavoratori metalmeccanici hanno partecipato nel capoluogo dell’Emilia-Romagna alla mobilitazione regionale di protesta organizzata da Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil per chiedere il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, scaduto da oltre due anni.
Il corteo ha anche invaso per protesta la tangenziale della città, entrando dall’ingresso 7 in direzione di San Lazzaro di Savena e percorrendola per 4 chilometri, bloccando temporaneamente il traffico su uno dei due sensi di marcia.
In seguito la Questura felsinea, con una nota ufficiale, ha fatto sapere che l’ingresso in tangenziale non era stato concordato con gli organizzatori della manifestazione e non rientrava nel percorso stabilito del corteo, trattandosi dunque di una deviazione non autorizzata; ha preannunciato inoltre che i manifestanti sarebbero stati denunciati con l’accusa di blocco stradale ai sensi del recente Dl Sicurezza.
Digos e Questura, dunque, stanno preparando la comunicazione che sarà inviata alla Procura di Bologna: una relazione su quanto accaduto, presumibilmente dopo aver proceduto ad alcune identificazioni e ipotizzato reati per cui eventualmente procedere. Una volta ricevuti tutti gli atti, la Procura valuterà il da farsi.
Sulla vicenda, nel frattempo, si è espresso anche il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini: “Ognuno può scioperare, presidiare, manifestare, fare cortei, ma se mi blocchi una tangenziale, una strada, una ferrovia, un ospedale, una fabbrica, commetti un reato. Molto semplice. Il diritto allo sciopero e a manifestare è sacrosanto, ma quando mi blocchi e mi impedisci di andare al lavoro, a scuola, al negozio, in ospedale, fai un torto ad altri lavoratori”.






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