Sono circa diecimila (quindicimila secondo gli organizzatori) i metalmeccanici che nella mattinata di venerdì 20 giugno hanno partecipato a Bologna alla manifestazione regionale organizzata da Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil per chiedere il rinnovo del contratto nazionale di lavoro (con aumento di stipendio, riduzione dell’orario di lavoro e più certezze per i precari), in una giornata caratterizzata da scioperi analoghi in tutta Italia.
Durante la mobilitazione emiliano-romagnola il corteo, partito dal Parco Nord e guidato dallo slogan “Senza il contratto, il Paese si blocca”, ha anche invaso per protesta la tangenziale di Bologna, entrando dall’ingresso 7 in direzione di San Lazzaro di Savena e bloccando temporaneamente il traffico su uno dei due sensi di marcia. I manifestanti hanno percorso a piedi circa quattro chilometri, prima di uscire dalla tangenziale.
La Questura di Bologna, tuttavia, ha spiegato che l’ingresso in tangenziale non era stato concordato e che i manifestanti saranno denunciati ai sensi del nuovo Dl sicurezza: “Anziché seguire il percorso concordato con l’autorità di pubblica sicurezza, hanno deciso di fare ingresso in tangenziale”. Nonostante lo schieramento dei reparti inquadrati, date le circostanze la polizia non è intervenuta per respingerli con la forza, “per scongiurare il verificarsi di ulteriori situazioni di pericolo”.
Da Reggio sono partiti alla volta di Bologna 25 pullman, per un totale di oltre mille metalmeccanici e metalmeccaniche che si sono uniti alla manifestazione regionale. Un corteo enorme, rumoroso e combattivo che “per essere entrato in tangenziale ha provocato la reazione della Questura di Bologna, che ha dichiarato che procederà a denunciare i partecipanti: una notizia che lascia sconcertati”, ha commentato la Fiom Cgil reggiana: “Vedremo cosa succederà”.






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