Merola presenta il bilancio di fine mandato della Città metropolitana di Bologna

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Un sito e un video per raccontare 5 anni: dall’approvazione dei grandi Piani (Psm, Pums, Ptm) allo sblocco delle infrastrutture, dalla svolta sulla Mobilità sostenibile al Turismo che diventa metropolitano fino al Piano scuole e all’emergenza Covid.

È stato presentato questa mattina dal sindaco Virginio Merola, affiancato dai consiglieri metropolitani delegati, il Bilancio di fine mandato (2016-2021) della Città metropolitana di Bologna.
Si avvia al termine il primo mandato completo della Città metropolitana di Bologna, che ha preso il via nel giugno 2016 con l’elezione del sindaco del comune capoluogo – che per legge è anche sindaco metropolitano – dopo l’Istituzione del nuovo Ente prevista dalla legge Delrio avvenuta il 1° gennaio 2015.

Un mandato caratterizzato da investimenti straordinari con Fondi e nazionali ed europei (quasi 200 milioni considerando anche i 3 progetti finanziati dal recentissimo bando Pinqua per la riqualificazione) e da una nuova stagione di pianificazione e sviluppo del territorio grazie all’approvazione (prima Città metropolitana in Italia a farlo) di: Piano Strategico Metropolitano, Piano Territoriale Metropolitano, Piano Urbano della Mobilità Sostenibile e Agenda per lo sviluppo sostenibile.

Cinque anni di cui ricorderemo anche: gli investimenti senza precedenti nelle scuole superiori (100 milioni), lo sblocco o la realizzazione di grandi infrastrutture ferme da decenni, l’affermazione di Bologna metropolitana come unica Destinazione turistica, la novità della Bicipolitana e delle grandi Ciclovie (con il grande successo di quella del Sole), i progetti per le pari opportunità e il contrasto alle discriminazioni di genere.

Con un ultimo anno di mandato segnato dall’emergenza Covid che ha visto la Città metropolitana in prima linea, insieme a Unioni e Comuni, con il Fondo sociale di Comunità e il sostegno alle imprese e al mondo del lavoro per rendere Bologna metropolitana sempre più attrattiva e con un’alta qualità dell’occupazione.



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