Maxi-operazione antimafia in Sicilia, oltre 50 arresti: ai domiciliari un 35enne residente a Reggio

carabinieri moto

All’alba di venerdì 24 settembre i carabinieri del comando provinciale di Caltanissetta hanno portato a termine una maxi operazione antimafia in Sicilia, dando esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di oltre cinquanta presunti affiliati al clan Sanfilippo di Mazzarino, riconducibile alla “stidda” di Gela.

L’operazione è scattata in contemporanea anche a Reggio Emilia, dove i militari siciliani – supportati nella fase esecutiva dai carabinieri del comando provinciale reggiano – hanno arrestato un 35enne siciliano che era tornato da qualche giorno in città. L’uomo, residente a Reggio da cinque anni, è stato posto agli arresti domiciliari.

I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari di Caltanissetta su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di associazione mafiosa, omicidio, estorsione, traffico di stupefacenti e detenzione di armi, reati aggravati dal metodo mafioso. Nel corso delle indagini gli inquirenti hanno anche fatto luce su due omicidi eseguiti con il metodo della “lupara bianca” e avvenuti nel 1984 e nel 1991.

L’operazione, denominata “Chimera”, è nata da un’indagine condotta tra il 2017 e il 2021 dai carabinieri di Gela: la retata è stata quella numericamente più consistente condotta nell’ultimo decennio in provincia di Caltanissetta e ha consentito di disarticolare la “famiglia” mafiosa di Mazzarino.

L’attività investigativa ha consentito di ricostruire l’articolato quadro dei settori economici interessati dalle attività criminali del clan: dal traffico di sostanze stupefacenti alla percezione di contributi pubblici per l’agricoltura, ottenuti attraverso false dichiarazioni. In questo contesto è emersa anche l’attività estorsiva ai danni di numerosi imprenditori e commercianti di Mazzarino, costretti a versare somme di denaro per il sostentamento dei detenuti, a fornire gratuitamente beni e servizi ai componenti del clan e a effettuare assunzioni fittizie di persone affiliate al clan stesso.



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