Max Mara è finita ancora una volta nel mirino di una banda di ladri professionisti, e visto il modus operandi di questo colpo non si esclude che ci possa essere un collegamento con quello messo a segno nella notte tra il 12 e il 13 marzo scorsi allo stabilimento di Manifattura di San Maurizio, a Reggio Emilia.
Questa volta i ladri hanno presi di mira, nella notte tra il 6 e il 7 maggio, la storica impresa tessile Manifattura di Casalmaggiore, in provincia di Mantova, che lavora per grandi marchi della moda come appunto Max Mara Fashion Group.
Secondo gli inquirenti sarebbero stati almeno sei o sette – ma con buona probabilità forse anche di più – i malviventi all’opera, che hanno usato un furgone come “ariete” per sfondare il cancello esterno dello stabilimento e il portone d’ingresso dell’azienda: una volta all’interno, i ladri hanno rubato numerosi capi di abbigliamento – praticamente l’intera nuova collezione del brand reggiano – per un bottino non ancora quantificato con precisione ma stimato in diverse decine di migliaia di euro.
Ma le analogie con il colpo emiliano non finiscono qui: proprio come a Reggio, infatti, prima di passare all’azione i ladri hanno bloccato la strada d’accesso alla Manifattura di Casalmaggiore con alcune auto rubate, in modo da impedire – o almeno rallentare – l’inevitabile intervento delle forze dell’ordine una volta che sarebbe scattato l’allarme.
Saranno ora le indagini a dover ricostruire quanto accaduto, identificare i responsabili e chiarire se ci sia effettivamente un legame tra i due furti, quello di marzo in terra reggiana e quello più recente in terra mantovana.







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