Continua a far discutere l’attacco del presidente del circolo di Ventasso di Fratelli d’Italia Luca Fiocchi contro la consigliera regionale reggiana del Pd Anna Fornili, finita nel mirino dell’esponente meloniano per non essere stata presente durante la seduta di una commissione regionale in cui si discuteva di una risoluzione – promossa proprio da Fratelli d’Italia – per il prolungamento della tratta stradale Gatta-Pianello.
“Un’assenza che pesa come un macigno”, aveva accusato Fiocchi: “Perché quando arriva il momento di assumersi responsabilità vere davanti ai cittadini della montagna, il Pd sparisce”.
L’assenza di Fornili, però, aveva una giustificazione più che valida: la consigliera dem, infatti, è ormai al nono mese di gravidanza, e nel giorno della commissione “incriminata” (lo scorso 6 maggio) era a Reggio Emilia – decisamente più vicina all’ospedale in cui a breve dovrà partorire – a rappresentare la Regione Emilia-Romagna in occasione dell’inaugurazione di Cesare, il nuovo Centro di solidarietà alimentare reggiano promosso dalla Diocesi di Reggio-Guastalla.
In sua difesa si è immediatamente schierato il capogruppo regionale del Pd Paolo Calvano: “Fornili è in una fase bellissima della sua vita. È al nono mese di gravidanza. La sua abnegazione l’ha portata anche in questa fase a impegnarsi al massimo, con presenza e dedizione costante, ma nonostante questo la destra reggiana l’ha attaccata per la sua assenza in una commissione, strumentalizzandola personalmente. Un attacco triste e vile. Attaccarla per l’assenza in una commissione, oltretutto mentre era chiamata a rappresentare la Regione proprio nel territorio reggiano, denota una certa pochezza politica e anche umana. L’esasperazione dello scontro politico dovrebbe trovare il proprio limite nell’opportunità e nel rispetto: così non è per i Fratelli d’Italia reggiani. Le esprimo tutta la mia solidarietà, le sono vicino e l’abbraccio forte da parte di tutto il gruppo Pd della Regione Emilia-Romagna”.
“Piena solidarietà e vicinanza” a Fornili anche dalla Conferenza delle donne democratiche di Reggio Emilia, che ha parlato di “attacchi che travalicano il legittimo confronto politico per scivolare in un terreno profondamente inopportuno e censurabile sul piano umano. Criticare idee, scelte e posizioni fa parte della dialettica democratica. Ben altra cosa è utilizzare la condizione di una donna al nono mese di gravidanza per colpirla pubblicamente, mettendo sotto accusa il modo in cui decide di esercitare il proprio ruolo istituzionale e il delicato equilibrio tra responsabilità pubbliche, salute, maternità e vita personale. È qui che la politica perde misura, empatia e persino buon senso”.
La Conferenza delle donne democratiche reggiane allarga anche il ragionamento: “E poi ci si chiede perché la crisi demografica non arretri. Ci si domanda perché tante donne vivano ancora la maternità come un percorso carico di ostacoli, pressioni e giudizi. La verità è che la condizione femminile, già gravata da incombenze materiali, carichi di cura e disuguaglianze strutturali, continua troppo spesso a essere ignorata nella sua complessità proprio da coloro che si proclamano difensori della famiglia e della natalità. La maternità non è una bandiera da esibire soltanto nelle retoriche identitarie. Se la maternità ha davvero un valore pubblico e sociale, richiede rispetto, sostegno concreto, politiche adeguate e una cultura autentica della condivisione delle responsabilità, senza sottoporre continuamente le donne a prove supplementari di legittimazione”.
Per questo “riteniamo grave e sbagliato trasformare un’assenza legata a una gravidanza a termine in un’arma polemica. È un approccio che rivela quanto lavoro culturale e politico ci sia ancora da fare nel nostro Paese sul rispetto delle donne, sul riconoscimento del lavoro di cura e sulla libertà femminile di abitare pienamente sia la maternità sia le istituzioni. Ad Anna Fornili rivolgiamo i nostri auguri più sinceri per il percorso che sta vivendo, insieme alla nostra solidarietà, comprensione e vicinanza. Quella comprensione umana che, evidentemente, resta ancora sconosciuta ad alcuni esponenti della destra e che invece dovrebbe essere il requisito minimo della rappresentanza politica”.







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