Maschere, mascherine, volti

levinas

Oggi come non mai nella storia emerge visibile la frattura nella socialità, la privazione della visione del volto produce un’assenza di incontro, di relazione umana.
Per strada si incontrano volti coperti dalle mascherine, con occhi spesso spaventati e sguardi sfuggenti.

Come scriveva Lévinas in Totalità e Infinito, la manifestazione dell’altro avviene nel “faccia a faccia”. L’altro si manifesta nel volto che è il primo strumento attraverso il quale ciascuno si palesa.

Ciò che manca oggi è l’incontro con i famigliari, con le persone care, con gli amici, ma anche semplicemente l’incontro con le persone per strada.
Emerge per contrasto, per negazione l’importanza rappresentata dal volto, il volto è una maschera, maschera in greco significa persona.

Le maschere sono uno strumento fondamentale nella relazione, per poter stare nel mondo devo saper utilizzare le maschere, non posso presentarmi al lavoro vestito in pigiama, come non posso andare a letto vestito in giacca e cravatta.
Le maschere sono ciò che ci permette la relazione, portano il significato del messaggio che vogliamo esprimere come corpi, senza le maschere saremmo in difficoltà come esseri umani nella relazione.

Dietro ogni maschera ci sono infinite altre maschere, quindi la ricerca della verità e dell’autenticità non sta tanto nel togliere le maschere ma invece nel rendersi consapevoli di quali maschere stiamo indossando.
Questo appiattimento nella relazione umana dovuto all’assenza del volto va fortemente a toccarci in profondità nell’identità.

Emerge in modo lampante che il nostro io è composto dalle relazioni e la mascherina ora è il simbolo dell’appiattimento delle relazioni.
Noi siamo le nostre relazioni.

Ciò che ci rimane sono le immagini dei volti, di chi è presente e di chi non c’è più.
Possiamo utilizzare questo periodo per osservare le immagini che abbiamo dentro, osservare quali immagini ci compongono, capire quali sono le persone importanti nella nostra vita e con queste stare in compagnia.

Ci accorgiamo che siamo fatti delle immagini che ci hanno penetrato nella vita e queste immagini sono sempre con noi. Non siamo soli, siamo fabbricati della stessa materia dei sogni, le immagini.

Anche le persone importanti come i Maestri sono presenti dentro di noi come immagini, e il Maestro vivo in carne e ossa risveglia le immagini che vivono dentro di noi, infatti non è un caso che i veri Maestri dicano tutti la stessa cosa, non sono in contraddizione, altrimenti sarebbero filosofi. I Maestri sono sincretici fra di loro, i filosofi contraddittori.

Ciò che possiamo fare in questo periodo di silenzio è osservare le immagini che ci abitano e dargli il benvenuto, sia quelle piacevoli che quelle spiacevoli, ogni immagine serba in sé un dono, sta a noi saperlo individuare.




Ci sono 2 commenti

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  1. Paolo

    La stretta di mano guardandosi negli occhi a testa alta ha sempre contraddistinto le persone oneste e dignitose.
    Già con i profili fake e l’online in generale eravamo sulla cattiva strada, ora siamo entrati in un tunnel senza uscita
    Per la gioia di mentecatti e buoni a nulla.


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