Martedì 5 luglio a Reggio la passeggiata “Un sentiero per Alex Langer”

Un sentiero per Alex Langer

Martedì 5 luglio, in occasione del 27° anniversario della scomparsa del pioniere del pensiero ambientalista e pacifista, a Reggio è in programma la passeggiata “Un sentiero per Alex Langer”, con il botanico Ugo Pellini e lo storico della Libera Università Popolare (Lup) Lorenzo Capitani.

Il ritrovo è fissato alle ore 17.30 presso il parco del Diamante di via Danimarca, nel quartiere Orologio a Reggio: “Quest’anno – hanno spiegato Pellini e Capitani – ricorderemo Langer incontrandoci nei pressi del giardino a lui dedicato, per progettare la definizione di un sentiero storico-botanico tra alcuni parchi della città che abbiamo già sperimentato, ma che dovrebbe assumere una più chiara definizione nell’ambito del grande progetto dei sentieri urbani promosso dal Comune di Reggio. Un modo semplice ma creativo per parlare tra i cittadini di pace e di ambiente”.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con la Libera Università Popolare, l’associazione Querce Rosse, il Club Unesco di Reggio Emilia, i centri sociali Orologio e La Mirandola e rientra nel progetto “Reggio Emilia, città dei sentieri”, che ha l’obiettivo di completare la rete dei sentieri presenti nel territorio comunale reggiano per potenziare le infrastrutture di mobilità pedonale e ciclabile e per valorizzare il paesaggio a fini culturali, di inclusione sociale e di attrattività turistica.

“Non ci siamo stancati, in questi anni, di ricordare Alexander Langer, nell’anniversario della triste giornata in cui si congedò da tutti noi (3 luglio 1995), dopo aver visitato il giorno prima la basilica di San Miniato, a due passi dalla sua casa fiorentina”, hanno sottolineato Pellini e Capitani: “Abbiamo ripreso in molte occasioni ormai, valorizzando il giardino simbolico a lui dedicato del Comune di Reggio, all’interno del parco del Diamante, le sue parole, le sue analisi, le sue acute provocazioni; e ci siamo sempre più trovati a fare i conti con il peso della sua figura e del suo pensiero, tanto più il mondo in cui ci troviamo a vivere sembra avviarsi verso un destino alquanto problematico”.

“Dopo l’insorgere della guerra devastante ancora nel cuore dell’Europa, in seguito alla folle avventura avviata dalla Russia di Putin, fatica alquanto a emergere una reale prospettiva di dialogo. Al contrario si parla apertamente, per le generazioni a venire, di una nuova guerra fredda, dagli esiti imprevedibili, di corsa indiscriminata al riarmo delle nazioni, di nuovi confini minati da ricostruire, di popoli dimenticati dalla storia, utilizzati e abbandonati. All’orizzonte, al posto dei ponti, un nuovo ordine mondiale fatto di nuove “cortine di ferro”: per non parlare di “transizioni ecologiche” tragicamente rallentate o rinviate a fronte di un mondo sempre meno sostenibile”.

Eppure, secondo Capitani e Pellini, “la voce dei popoli ogni tanto si fa sentire e da molte parti, specie tra le nuove generazioni. Ma è ancora troppo debole e credibile una risposta alternativa alla ferrea logica della guerra. Ecco perché l’incontro con Langer, come con altri protagonisti dell’ambientalismo e del pacifismo di ogni parte del mondo, può venirci in soccorso”.



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