L’Università di Bologna ha affisso nell’atrio del rettorato un ritratto di Patrick Zaki

ritratto Zaki

L’Alma Mater di Bologna ha aderito all’iniziativa dell’associazione InOltre – Alternativa Progressista e giovedì 25 marzo ha affisso nell’atrio del rettorato un quadro che ritrae Patrick George Zaki, lo studente egiziano fermato il 7 febbraio del 2020 dalla polizia all’aeroporto del Cairo, in Egitto, dove si era recato per trovare parenti e amici, e detenuto ininterrottamente da allora nel complesso penitenziario di Tora con l’accusa di “istigazione a manifestare, esortazione a rovesciare il regime e diffusione di false informazioni in grado di perturbare la sicurezza e la pace sociale”.

Il “Ritratto di parole dedicato a Patrick Zaki”, realizzato dall’artista Francesca Grosso, riporta in 16 lingue e in calligraphy art le parole della lettera – sottoscritta anche dalla stessa Università di Bologna – predisposta dall’associazione e spedita lo scorso luglio in carcere a Zaki: nella missiva veniva ribadito l’impegno per la sua scarcerazione e la difesa dei diritti umani che garantiscono la libertà individuale e d’espressione.

All’affissione erano presenti il rettore Francesco Ubertini, l’attivista di Inoltre – Alternativa Progressista Laura Lizzi e la prorettrice alle risorse umane Chiara Elefante.

“Il ritratto di Patrick, da oggi in ateneo, rappresenta il costante impegno dell’Università di Bologna che chiede con forza, da oltre un anno, la sua liberazione”, ha ricordato il rettore Ubertini: “Patrick deve tornare qui, a Bologna, per continuare i suoi studi, deve tornare nella città che ama e che lo ha adottato, deve tornare nel paese che guarda con preoccupazione alla sua condizione attuale”.

“Essere qui oggi, in rappresentanza dell’associazione nella quale il giovane Patrick stava portando avanti i suoi studi, è una grande emozione”, ha aggiunto Laura Lizzi: “Noi come associazione continueremo a mantenere alta l’attenzione su questa triste vicenda, stimolando le istituzioni, il governo italiano e anche l’Unione Europea a intervenire con sempre più fermezza per la sua liberazione”.

“Il luogo dove ha studiato Patrick da oggi ha un segno tangibile di solidarietà collettiva che ha attraversato, da nord a sud, l’Italia con l’affissione del ritratto sulle facciate di tanti palazzi comunali e regionali”, ha detto il presidente dell’associazione InOltre Giordano Bozzanca: “Tenere alta l’attenzione verso il governo e la cittadinanza attiva è quello che possiamo fare per sollecitare le istituzioni ad azioni concrete”.



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