Non si celebrerà più ad Aosta, ma eventualmente a Reggio Emilia, il processo per ricettazione scaturito dal sequestro di un quadro di Antonio Ligabue, ‘Autoritratto con spaventapasseri’, risultato rubato nel 1991 in una villa di Boretto (Reggio Emilia) e scoperto in una mostra al Forte di Bard (Aosta) nel gennaio 2022. IL giudice monocratico di Aosta Marco Tornatore, accogliendo un’eccezione difensiva, ha infatti deciso di trasmettere gli atti saranno alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, che dovrà ora decidere se esercitare l’azione penale.
Ad Aosta erano imputati il curatore della mostra Sandro Parmiggiani, 76enne reggiano, a lungo direttore di Palazzo Magnani, e la gallerista Patrizia Lodi, 68enne di Sala Baganza (Parma). La donna borettese, oggi ottantenne, che subì il furto e l’associazione Forte di Bard avevano chiesto di costituirsi parti civili. Secondo la prospettiva difensiva il fatto contestato come reato si sarebbe svolto non in Valle d’Aosta, ma nella provincia di Reggio Emilia nel momento in cui il quadro – con un valore stimato di 250-300 mila euro – è stato consegnato al corriere per essere trasportato al Forte di Bard. Il pm di Aosta Giovanni Roteglia ha ricostruito che Parmiggiani, tra i massimi esperti dell’artista morto 58 anni fa a Gualtieri, ha avuto l’opera dalla gallerista Patrizia Lodi, per poi organizzare la mostra ‘Antonio Ligabue e il suo mondo’ e venderla al Forte di Bard. Di quel quadro – sempre secondo gli inquirenti – Lodi non avrebbe accertato la provenienza. Realizzato nel 1957-1958 e pagato 4.000 lire all’epoca, dopo il furto del 1991 subì una modifica: la rimozione di una libellula dipinta in alto a destra, poi ricoperta con i colori del cielo. Un’operazione utile, secondo gli investigatori, a mascherare l’opera






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