Una ventina di lettere che Patrick Zaky ha inviato dal carcere a famiglia e amici non sono mai state recapitate. Lo denuncia la rete di attivisti che chiede la liberazione dello studente egiziano, iscritto a un master dell’Università di Bologna e detenuto da quasi sei mesi nel suo Paese, accusato di propaganda sovversiva.
Il dettaglio è emerso nell’incontro dei giorni scorsi tra Patrick e i familiari, il primo da quando è in carcere.
“Negli ultimi cinque mesi e mezzo, la famiglia di Patrick – spiegano gli attivisti su Facebook – ha ricevuto da lui solo due brevi lettere, e ha inviato decine di lettere per Patrick.
Tuttavia, ieri abbiamo saputo da Patrick che aveva inviato lunghe lettere alla sua famiglia e ai suoi amici – almeno 20 – ma la sua famiglia non ne ha ricevuta nessuna. Abbiamo anche saputo che Patrick non aveva ricevuto molte delle lettere scritte per lui dalla sua famiglia e dai suoi amici, anche se sono state ufficialmente ricevute dal personale del carcere.
“Non conosciamo – proseguono – il motivo per cui privare qualcuno, la cui libertà è già limitata, di messaggi che contengono solo sostegno, amore e qualche notizia di calcio sulle sue squadre preferite”.







Ultimi commenti
Abitando a Reggio Emilia , o come la chiamo io Peggio Emilia, condivido pienamente quanto scritto da Alberto Guarnieri. Complimenti anche per la prosa
Speriamo!
Non la conosco, ma quanto snobismo nelle sue parole... da vero provinciale. E insultare i morti, beh... Siamo provinciali, è vero, ma non fingiamo di […]
Dopo l' omaggio ad una certa albanese, il nostro vessillo finisce leggermente svalutato
ma come mai in tutte le foto i bambini sono caucasici ? Non e' neanche lontanamente la fotografia "reale" di Reggio e dell'Italia di oggi..... quando accompagno