Lunedì 17 agosto la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina, con un post su Facebook, ha confermato le date di riapertura della scuola per l’anno scolastico 2020-2021: “Siamo al lavoro da mesi per il rientro a scuola di tutte le studentesse e di tutti gli studenti. È una priorità assoluta del governo perché è una priorità di tutto il Paese. Dal primo settembre le scuole apriranno per chi è rimasto più indietro. Dal 14 riprenderanno ufficialmente le lezioni”.
“La scuola ha dato tanto nei mesi più duri dell’emergenza, ora servono responsabilità e consapevolezza da parte di tutti”, ha aggiunto la ministra: “Dobbiamo rispettare le norme di sicurezza ogni giorno. Dobbiamo tutelare la nostra salute e quella degli altri. È importante farlo per non disperdere i sacrifici di questi mesi. Le scuole non vanno solo riaperte, dobbiamo fare in modo che poi non richiudano. E serve la collaborazione di tutti”.
Ma su quest’ultimo fronte è arrivato anche l’allarme dell’Associazione nazionale presidi, preoccupata per il protocollo da seguire in caso di contagi: “Se ci sarà un caso positivo all’interno di una scuola bisognerà valutare la chiusura dell’istituto solo di concerto con l’autorità sanitaria, cioè la Asl, e dopo avere valutato le circostanze. Non ci possono essere regole generali né ci si può affidare esclusivamente a parametri numerici”, ha detto all’Ansa il presidente dell’Anp Antonello Giannelli.
Il documento “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di Sars-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia”, redatto dall’Istituto superiore di sanità, dai ministeri della salute e dell’istruzione, dalla fondazione Kessler e dalle Regioni Veneto ed Emilia-Romagna, dovrà fare chiarezza in particolare su questo punto: cosa fare nel caso in cui dovesse essere scoperto un contagio.
L’accertata positività di un alunno o di un professore dovrebbe far scattare la quarantena per chi ha avuto contatti stretti con il soggetto in questione nelle 48 ore precedenti l’inizio dei sintomi, quindi in particolare per i compagni di classe e per i docenti che hanno fatto lezione in quell’aula; da quanto si apprende, comunque, un singolo caso in una scuola non dovrebbe determinarne automaticamente la chiusura.
“Abbiamo chiesto prima della riapertura delle scuole di rivedere la responsabilità penale imputabile ai dirigenti scolastici in relazione alla sicurezza sugli ambienti di lavoro”, ha aggiunto Giannelli: “Il Covid-19 è equiparato a un incidente sul lavoro. Se il dirigente scolastico attua il protocollo sanitario allora non gli si deve imputare nulla. Non parliamo di scudo penale, perché quello fa riferimento a soggetti che hanno commesso reati, e i presidi non sono delinquenti o malfattori”.
Le informazioni ufficiali per la ripresa sono pubblicate sul sito del Ministero dell’istruzione.






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