Il nuovo libro di Giuseppe Caliceti: “La scuola senza andare a scuola”

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10Uscirà a luglio l’ultimo libro del maestro, scrittore e apprezato editorialista di 24emilia.com (curatore della rubrica Squola) Giuseppe Caliceti. L’ultimo volume, le cui pagine nascono al tempo del Coronavirus, delle lezioni troncate e sostituite dalla scuola a distanza si intitola “La scuola senza andare a scuola – Diario di un maestro a distanza”. Spiega l’autore: “E’ un saggio in forma narrativa. E’ pubblicato da Manni Editore. Uscirà in luglio. Sto correggendo le bozze in questi giorni”.

Il volume “parla della scuola durante l’emergenza sanitaria. Della famigerata DaD, più conosciuta come Didattica a Distanza o Scuola A Distanza”. Aggiunge Caliceti che una “scuola così “di classe” non si vedeva da prima della Scuola media unificata nel 1963”.

A questo proposito l’autore avanza due citazioni: una di Don Milani, una di Edoardo Sanguineti.

“Don Milani – dice – spiegò come quel sistema non fosse democratico in Lettera a una professoressa partendo dalla propria esperienza”.

E il maestro e narratore Giuseppe Caliceti parla della sua “esperienza: le riunioni con i colleghi, le emozioni dei bambini, le decisioni del ministro, il ruolo di papà e mamme…
E cerco di raccontare chi e in che modo qualcuno sta cercando di rubare agli italiani quella scuola primaria (ma non solo), che è stata e in parte è ancora una delle migliori al mondo. Anche in Emilia”.

Conclude Caliceti: “Quando finirà l’emergenza, spero ci si ricordi che sicurezza e salute pubblica riguardano tutti gli ambiti: anche quello sociale e psico-pedagogico, anche quello educativo, anche bambini e ragazzi. E si possa rallentare, fermare o invertire il processo di indebolimento di sanità e scuola pubblica in atto da decenni attraverso una loro progressiva regionalizzazione, esternalizzazione, privatizzazione a ditte private o cooperative, che sembra preludere – anche in una regione come l’Emilia Romagna – a un loro graduale smantellamento, a un ulteriore peggioramento delle condizioni di chi ci lavora, a una progressiva diminuzione delle tutele nell’educazione e nella cura dei minori”.

La scheda del libro. Cos’è accaduto nel mondo della scuola durante l’emergenza sanitaria? Siamo sicuri che la didattica a distanza non diventerà una modalità parallela a quella tradizionale per lungo tempo, o per sempre? E come si potrà gestire quando i genitori dovranno ricominciare a lavorare? Cosa signifca insegnare attraverso uno schermo? Quali sono i criteri di valutazione che si possono adottare, come si può interrogare, qual’è il rapporto con i genitori, come viene gestita la privacy rispetto ai dati che si consegnano nelle mani delle piattaforme private? E soprattutto: cosa accade agli alunni che non hanno un computer a casa, cosa accade a quelli nei campi rom o nelle case famiglia, cosa accade nelle abitazioni in cui ci sono tre ragazzi in età scolare? Certo è che una scuola così “di classe” non si vedeva da prima della Scuola media unifcata nel 1963. E come don Milani ha spiegato quel sistema non democratico in Lettera a una professoressa partendo dalla propria esperienza, così fa Giuseppe Caliceti, maestro elementare e formatore da oltre 30 anni, in questo libro. Partendo dal primo giorno di chiusura delle scuole, fno all’ultimo giorno dell’anno scolastico, il 10 giugno, Caliceti racconta la sua vicenda, e attraverso la quotidianità di insegnante riflette su quello che accade in Italia: le riunioni con i colleghi, le emozioni dei bambini, le decisioni del Ministro, il ruolo di papà e mamme…
Un libro che riguarda tutti noi, che si sia genitori, insegnanti, o anche solo interessati al rispetto della Costituzione italiana quando all’articolo 34 recita “La scuola è aperta a tutti”.