Il vasto incendio scoppiato nella mattinata di martedì 2 dicembre in un capannone di Mancasale ha riproposto una questione non certo nuova ma quanto mai attuale: l’urgenza di affrontare il problema costituito dalla presenza dell’eternit nelle coperture in cemento-amianto degli insediamenti produttivi.
A farsi portavoce di questa battaglia è la segreteria del sindacato Cisl Emilia Centrale: “Lo abbiamo detto fin dal primo giorno della vicenda Inalca e lo ripetiamo dopo l’incendio a Mancasale: serve un piano d’azione per affrontare la questione eternit sui tetti, prima di tutto quelli dei fabbricati produttivi. L’amministrazione può produrre un cambiamento concreto e spingere Reggio verso la strada eternit-free”.
“Non vogliamo fare allarmismo – precisa il sindacato di via Turri – né polemiche facili. Vogliamo che si parli di prevenzione, tenendo dentro l’intera comunità: imprese, lavoratori, cittadini”.
La strategia che Cisl Emilia Centrale sottopone al Comune di Reggio è articolata in tre punti e ha un unico obiettivo: evitare “l’effetto-sorpresa” in caso di incendio e poter disporre fin da subito – in caso di un evento imprevisto come il rogo del capannone di Saf o dello stabilimento di Inalca – di tutti gli elementi necessari per poter gestire al meglio la situazione già dai primi istanti.
Primo punto: una mappatura rigorosa e aggiornata dell’eternit presente sul territorio, “a partire dalle zone più popolose del perimetro urbano e periurbano” – come appunto il quadrante industriale di Mancasale.
Secondo: una volta individuato dove si trova l’eternit, verificare il rispetto dell’obbligo di legge sul controllo triennale dello stato di usura dei pannelli in cemento amianto. “Una norma fondamentale”, per Cisl Emilia Centrale: “Se dal check emergesse un eccessivo logoramento dello strato esterno dei pannelli, sarebbe necessario intervenire per bloccare la dispersione in aria di particelle cancerogene”.
Terzo punto, la prevenzione. Il Comune, ammette il sindacato, “non può arrivare da solo ovunque e Arpae ha le forze ridotte. Serve allora puntare sulla prevenzione, con una campagna partecipativa di verifica e assistenza alle imprese e ai lavoratori, coinvolgendo le parti datoriali e sindacali, per garantire le migliori condizioni di sicurezza anche ai residenti e fare in modo che un’eventuale nuova emergenza sia gestita con ordine e chiarezza”.






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