In provincia di Reggio aumentano i nuovi contratti di lavoro, ma tante figure sono “introvabili”

Contratto di assunzione

Le analisi elaborate dal sistema informativo Excelsior, gestito da Unioncamere-Anpal, in collaborazione con l’ufficio studi della Camera di commercio di Reggio, hanno evidenziato il progressivo disallineamento tra domanda e offerta di lavoro a livello locale.

In provincia di Reggio, infatti, prosegue l’incremento del numero dei nuovi contratti attivabili: sono 12.840 quelli previsti tra dicembre e febbraio, con 5.470 unità in più (+74%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e +23% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Allo stesso tempo, tuttavia, continua ad aumentare anche la quota di figure “introvabili” nei processi di selezione del personale da parte delle imprese reggiane, che dichiarano di incontrare difficoltà nel reperire i profili ricercati nel 47% dei casi, per un totale – nel solo mese di dicembre 2021 – di 1.184 posizioni lavorative. Il dato appare in crescita sia rispetto al 2019, quando la percentuale si attestava al 39%, sia in confronto allo scorso anno, quando le difficoltà di reperimento riguardavano il 41% dei potenziali neo-assunti.

Le cause all’origine di questo fenomeno sono riconducibili in parte alla mancanza di candidature (nel 27,7% dei casi) e in parte alla preparazione dei candidati e delle candidate, considerata insufficiente nel 16,1% dei casi. Tra i profili professionali più difficili da reperire ci sono i tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione, per i quali le imprese denunciano difficoltà in 68 casi su cento; a seguire in questa speciale classifica ci sono i tecnici delle vendite, del marketing e della distribuzione commerciale (66,9%), gli operatori della cura estetica (63,4%) e gli operai specializzati in altre attività industriali (62,2%).

Per il 51% delle entrate programmate nel trimestre dicembre-febbraio i contratti saranno a tempo determinato (in crescita rispetto al 37% del dicembre 2019), mentre solo il 33% saranno stabili (cioè a tempo indeterminato o di apprendistato): un dato, quest’ultimo, in calo sia rispetto al 2020 (quando era a quota 36%) che al 2019 (quando era addirittura al 51%).

I settori per i quali è attesa la stipula del maggior numero di contratti di lavoro sono quelli della manifattura e delle public utilities (1.040 unità, +70% rispetto a dicembre 2019 e +136% su dicembre 2020) e dei servizi alle imprese (620 unità, +41% rispetto al 2019 e +94% sul 2020).

Più contenute, invece, le variazioni in entrata per il settore delle costruzioni (180 unità, valore pari alle previsioni del 2019 ma in crescita del 38% rispetto al 2020) e per quello del commercio (310 unità, +11% sul 2019 e +63% sullo scorso anno), mentre le richieste da parte delle imprese del turismo (sono 190 i nuovi contratti previsti) sono in sensibile aumento rispetto allo scorso anno (+58%), ma ancora sotto i livelli del 2019 (-30%). Analogo l’andamento per quanto riguarda i servizi alle persone (180 nuovi contratti previsti a dicembre): +6% rispetto allo stesso mese del 2020, ma -22% se confrontato con lo stesso periodo del 2019.



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