In Emilia-Romagna i saldi estivi del 2025 hanno fatto registrare un calo del 5% rispetto all’anno precedente. Il dato è stato reso noto dalla Federazione Moda Italia – Confcommercio dell’Emilia-Romagna, che attraverso il suo presidente Giammaria Zanzini ha chiesto “regole per le forme di vendita non tradizionali e un Garante del piccolo commercio” per proteggere i negozi di prossimità.
“Parlare ancora di saldi è ormai anacronistico a causa di una concorrenza sleale che si consuma ogni giorno sotto gli occhi di tutti”, ha spiegato Zanzini: il problema è legato alla fortissima concorrenza delle grandi piattaforme multinazionali online, “che godono di trattamenti fiscali diversi e nell’Unione europea anche dell’esenzione doganale per le spedizioni sotto i 150 euro”.
Secondo i dati di Federazione Moda Italia, prima dei saldi estivi i negozi avevano venduto solo il 35% della merce acquistata, registrando un calo degli incassi del 5,6% rispetto allo stesso periodo del 2024. La crisi, peraltro, è ormai strutturale: tra il 2019 e il 2024 l’Italia ha perso complessivamente 23.322 attività di commercio al dettaglio di moda e calzature, con circa 35.000 addetti e addette che hanno perso il lavoro.
Per questo Zanzini propone “un vero Piano Marshall per il commercio di prossimità, a partire dall’istituzione di un Garante del piccolo commercio. I negozi sono presìdi di legalità e socialità, difenderli significa difendere le nostre città da degrado e insicurezza”.






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