Ripensare gli spazi della scuola in maniera partecipata, individuare gli interventi strutturali necessari sugli edifici, promuovere la continuità e la reversibilità dei percorsi tra istruzione e formazione professionale, costruire strumenti informativi a supporto delle decisioni: sono questi i temi dei quattro gruppi di lavoro istituzionali costituiti dalla giunta regionale dell’Emilia-Romagna per guardare oltre l’emergenza Covid-19 e lavorare sulla scuola del futuro insieme a tutti i protagonisti del mondo dell’educazione – dall’Ufficio scolastico regionale alle università, dagli enti locali agli ordini professionali, fino alle Camere di commercio.
I quattro team sono stati denominati “Architettura terzo educatore”, “Spazio per l’apprendimento – Spazio per l’educazione”, “Programmazione scolastica, orientamento e arricchimento dell’offerta formativa” e “Dati e scenari a supporto delle decisioni”.
I gruppi avranno il compito di supportare le azioni e i processi decisionali di competenza di ciascuna istituzione con elementi conoscitivi e valutativi, armonizzare le azioni a livello regionale e dare sostegno agli enti nelle attività di sviluppo sia in ambito edilizio che di programmazione dell’offerta scolastica.
L’obiettivo del progetto, che si muove in continuità e in collaborazione sia con la Conferenza regionale per il sistema formativo che con il Tavolo interistituzionale per la scuola aperta, è quello di arrivare all’idea di scuola delineata nel Programma di mandato 2020-2025 della giunta Bonaccini: una scuola inclusiva, dei diritti e dei doveri, delle pari opportunità, aperta, innovativa, europea, che cresca insieme al territorio.
Il primo gruppo a prendere il via è stato quello denominato “Architettura terzo educatore”: i lavori del tavolo, iniziati giovedì 18 febbraio, sono presieduti dall’architetto Mario Cucinella, che ha accettato l’invito della Regione Emilia-Romagna a portare il suo contributo e la sua esperienza a questo progetto.






Ultimi commenti
Ma cosa state a sorprendervi... è soltanto la vostra percezione!
Ma per carità... che triste/tristo e inqualificabile parassitismo
Il problema è che sono considerati più gli immigrati che il popolo italiano. In questo periodo non abbiamo nessuno che ci aiuta ne destra e
Importante è far parlare, le soluzioni non hanno importanza
la prima che hai detto....sicuramente. Perche' delinquenza ed insicurezza sono per lo piu' percezioni soggettive. Segui la dottrina di Don Massari ed accogli anche tu