In 300 a presidiare il murale Partigiano Reggiano a Villa Sesso

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Erano circa in 300, mercoledì, a presidiare il murale ‘Partigiano Reggiano’ dipinto su ‘Casa Manfredi’ (dedicato agli otto martiri trucidati dai nazifascisti nel ’44), a Villa Sesso di Reggio Emilia. Il dipinto a parete che si affaccia sull’A1 era finita sotto i riflettori quando Autostrade per l’Italia aveva chiesto al Comune di Reggio Emilia di rimuoverla perché rischiosa per chi viaggia. Ora anche Autostrade è tornata sui suoi passi, spiegando che il murale può rimanere dove si trova.

Nel frattempo nel pomeriggio di mercoledì cittadini, esponenti di centri sociali e associazioni, i partigiani di Anpi col presidente provinciale Ermete Fiaccadori, ma anche diversi sindaci, assessori e consiglieri regionali e comunali di città e provincia. Con magliette, fazzoletti al collo e bandiere rosse al vento, hanno cantato ‘Bella Ciao’ e ‘Fischia il Vento’ intonata da ‘Cisco’ Stefano Bellotti – l’ex leader dei Modena City Ramblers – col supporto del Coro dell’Amata Rossa dell’associazione ‘Casa Bettola’. Presenti anche, tra gli altri, l’ex brigatista Tonino Loris Paroli e Adelmo Cervi, ultimo discendente dei sette fratelli uccisi (nipote di Alcide) dai nazifascisti. Insieme poi hanno ‘abbracciato’ simbolicamente Casa Manfredi con un girotondo.

“Ribadiamo che non cancelleremo mai questo murale. Fa parte della nostra storia, memoria e identità. Possiamo discutere di tutto con Autostrade, ma non di questo. Ci sono bellezze materiali lungo l’autostrada, ma questa è anche valoriale. Chi toccherà le corde sensibili di Reggio Emilia, troverà sempre questa risposta di Resistenza, pacifica ed equilibrata, ma determinata”, ha detto il sindaco Luca Vecchi oggi ha un incontro coi vertici di Autostrade. Mentre mercoledì all’ANSA, Donato Maselli, direttore di tronco di Bologna ha ribadito che “il murale potrà essere preservato così com’è nella posizione attuale” e che verrà individuata “la miglior soluzione tecnica con opere di mitigazione visiva”.



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