Supercar, ecco il primo modello di Aehra

Aehra front
8.5

C’è da rifarsi gli occhi.

L’anno zero dell’elettrico e dell’automotive non è di certo cominciato l’altro ieri, ma Aehra, il nuovo marchio automobilistico italo-statunitense nato per offrire un cambiamento radicale nella produzione di veicoli elettrici di alta gamma, ha svelato solo qualche giorno fa a Milano e in anteprima mondiale il suo primo modello.

E questo, di fatto, cambia le carte in tavola. Per Hazim Nada, Ceo di Aehra, “non un’auto, bensì un nuovo paradigma di innovazione, design, sostenibilità e tecnologia, che rappresenterà un riferimento non solo per il settore dell’auto elettrica ma per tutto il mondo dell’automotive di alta gamma. Un prodotto che non è solo contemporaneo, ma futuristico”.

Un concentrato – in effetti – di leggerezza e aerodinamica, innovazione e design, tecnologia e sostenibilità, bellezza e funzionalità.


L’obiettivo, secondo Sandro Andreotti, confondatore di Aehra e Coo (Chief operating officer, acronimi che alle volte superano in futurismo la stessa operazione), “è superare gli attuali limiti dell’auto elettrica per realizzare una vettura capace di reinventare il mercato dell’auto elettrica di alta gamma”; andando quindi a colmare un “gap” nello scenario europeo, in cui manca un attore in grado di rappresentare il vecchio continente in questo ambito.

Una vettura che non si può definire semplicemente un Suv. Stile e sportività sulle quali garantisce l’inconfondibile tratto di Filippo Perini (Aehra chief designer), dal passato costellato di stelle al petto, prima in Alfa Romeo e poi in Lamborghini: “Le dimensioni interne sono superiori, l’aspetto esterno è molto più aerodinamico, l’impronta a terra del veicolo è ridotta. Riducendo gli sbalzi anteriori e posteriori e allungando il passo della vettura, il reparto ingegneristico ha creato qualcosa di veramente unico. Sono convinto che le nostre soluzioni saranno dei trend che molti altri seguiranno. Quello che ci contraddistingue è il coraggio di averle adottate ora”.


E ci sarà del coraggio nell’anticipare il corso dei tempi, ma quando ci sono visione e soprattutto fattibilità di solito si vince facile; anche se, attenzione, “fascia alta” significa non per tutti e in questo caso si traduce nella forbice dei 160.000/180.000 euro.

L’auto però è realizzata in materiali compositi, selezionati non solo per le loro capacità meccaniche, ma soprattutto per la loro leggerezza e il basso impatto di carbon footprint grazie all’impiego di materiali riciclabili fino a cinque cicli e alla possibilità di utilizzare compositi da riciclo.

Il veicolo, con una monoscocca interamente in fibra di carbonio, ha un passo di tre metri (per garantire grande abitabilità), una lunghezza complessiva di cinque metri e una larghezza di due. Presenta quattro ruote sterzanti e un peso inferiore alle due tonnellate.

Il powertrain ad alta efficienza, insieme a batterie di ultima generazione, può permettere (incredibilmente) una percorrenza superiore agli 800 km: una soglia resa possibile anche dalle soluzioni aerodinamiche adottate e al miglioramento del thermal management delle batterie, che assicurano maggiore autonomia.

L’aerodinamica attiva, inoltre, permetterà una guida sportiva e allo stesso tempo sicura, garantendo una fruizione del veicolo in ogni circostanza, assicurando un’esperienza di viaggio piacevole e allo stesso tempo emozionante.


Un vero e proprio manifesto di ecosostenibilità, come afferma Hazim Nada: “Da fisico teorico con un dottorato in matematica mi piace pensare alla nostra vettura come a un’equazione di sostenibilità e design, che stiamo scrivendo a più mani, utilizzando le tecnologie più innovative, i materiali più avanzati come le nuove tecniche di lavorazione del carbonio riciclato e nuove forme aerodinamiche. La vettura sarà totalmente in fibra di carbonio e altri materiali compositi, a partire dalla scocca fino ad arrivare ai più piccoli dettagli, dimostrando come l’attenzione ai processi innovativi e sostenibili siano parte del nostro Dna. La nostra auto è davvero un manifesto di ecosostenibilità che riscrive le regole del gioco, cambiando il gioco stesso. Una vettura che ci trasporta non solo in una nuova era dell’auto elettrica di alta gamma, ma che cambia lo stesso modo di muoversi”.

Altri elementi distintivi sono le spettacolari portiere con apertura a elitra e gli specchietti “Moto Gp” (così definiti per la loro somiglianza con quelli delle moto), che integrano delle fotocamere invece dei tradizionali specchietti retrovisori e contribuiscono all’aerodinamica della vettura e alla riduzione del rumore. Si aggiungano i cerchi, i gruppi ottici, il frontale scolpito, la fiancata pulita, il posteriore, il tetto che confluisce in un alettone: tutti elementi che sono stati concepiti per creare un nuovo paradigma nell’automotive di alta gamma.

E c’è della meraviglia nell’assistere all’unveil mondiale del primo modello di Aehra anche nelle parole di Andrea Levy, presidente del Mimo – Milano Monza Motor Show, che l’anno prossimo avrà l’onore di ospitare questo avveniristico modello full electric: “Una vettura davvero incredibile, non soltanto per le sue linee e la sua aerodinamica che parlano di futuro nel mondo dell’elettrico di alta gamma, ma anche per le scelte ingegneristiche che guardano direttamente alle prestazioni”.

L’anno prossimo, però; avete capito bene. Per ammirarla di persona, infatti, il pubblico dovrà aspettare la terza edizione del Milano Monza Motor Show, che si svolgerà dal 16 al 18 giugno del 2023.

Una scommessa ambiziosa dall’esito evidentemente ben diverso da quello di Silk Faw, il progetto della joint venture tra l’azienda americana Silk Ev e la cinese Faw, che ha annunciato da mesi di voler realizzare a Gavassa (frazione del territorio comunale di Reggio Emilia) un grande stabilimento per la produzione di auto sportive elettriche di lusso della serie S della gamma Hongqi, con l’intenzione di assumere centinaia di lavoratori e lavoratrici: tra promesse e inchieste (la procura reggiana ha aperto un fascicolo di indagine sulla vicenda), però, nel caso emiliano il progetto finora è rimasto solo sulla carta e non è stata nemmeno posata la prima pietra del nascente polo produttivo, nonostante le recenti rassicurazioni (“si andrà avanti nonostante le sfide macroeconomiche e geopolitiche”) da parte del management dell’azienda.

I nostri voti


Consumi
10
Volumi
9
Design
8
Prestazioni
9
Prezzo
5
Vision
10




Non ci sono commenti

Partecipa anche tu