Chiusa la falla sul Panaro, sono 300 le persone evacuate per l’alluvione

esonda_a

La rotta sul Panaro è chiusa. In 24 ore dall’esondazione del fiume che ieri mattina aveva travolto l’argine a monte dell’abitato di Nonantola, alle ore 8.30 quattro squadre coordinate dai tecnici Aipo hanno chiuso una falla di 70 metri lineari e messo così in sicurezza la cittadina del modenese. In tutto 21 persone, organizzate appunto in 4 squadre, hanno lavorato tutta notte sull’argine: 150 i camion impiegati che hanno trasportato 4.500 tonnellate di materiali.

“È stato organizzato in tempi record- spiega l’assessore regionale alla Protezione civile, Irene Priolo- un cantiere molto complicato dalla logistica di accesso, dalla forte corrente del fiume e dalle condizioni meteorologiche. Ora le squadre dei tecnici stanno proseguendo i lavori per la sigillatura definitiva dell’argine. Ringrazio Aipo per la tempestività degli interventi che hanno permesso di evitare il propagarsi del problema ad altri territori e di dare un aiuto concreto ai cittadini di Nonantola, la nostra priorità. E un ringraziamento speciale- chiude l’assessore- va alle donne e agli uomini di Prefettura, forze dell’ordine, esercito, enti locali, volontari e operatori dell’Agenzia regionale per la sicurezza del territorio e Protezione civile, che da due giorni stanno lavorando senza sosta per far fronte a una piena mai registrata finora”.

Continua intanto la sorveglianza sul Secchia e alle 12 è previsto un nuovo aggiornamento sulle prosecuzioni di tutte le attività.

Il punto sulla situazione. Dopo la chiusura della falla di 70 metri dell’argine del Panaro, questa mattina alle 8,30, a 24 ore dall’esondazione a monte dell’abitato di Nonantola, procede nel modenese il lavoro di ripristino e pulizia per garantire la riapertura di ponti e strade e un ritorno progressivo alla normalità. Si sono appena concluse le riunioni al Centro unificato provinciale di Protezione civile di Marzaglia, per fare il punto della situazione.

Da remoto, in contatto col presidente Stefano Bonaccini, oltre a Priolo, la riunione ha visto insieme il sottosegretario alla presidenza della Giunta, Davide Baruffi, il prefetto di Modena, Pierluigi Faloni, che ha sottolineato l’efficace coordinamento dell’azione messa in campo, il presidente della Provincia di Modena, Gian Domenico Tomei, il sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, tutti gli enti locali del territorio, i Consorzi di bonifica, le Forze dell’ordine, i gestori e distributori di Enel e dei servizi di acqua, gas e telefonia.

Al piano superiore del Centro di Marzaglia, l’incontro tecnico coordinato dalla direttrice dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e Protezione civile, Rita Nicolini, per il dettaglio operativo sulle persone ancora evacuate, i lavori di ripristino, la mobilità.

Al momento non risultano variazioni, rispetto a ieri, sul numero delle persone evacuate (circa 300, 30 in albergo, gli altri in autonoma sistemazione).

È già stata completata la rialimentazione di tutte le utenze elettriche di Castelfranco Emilia, mentre a Nonantola sono circa mille quelle riattivate e si sta lavorando alla riattivazione di quelle rimanenti di famiglie e imprese. In tutta la zona, intanto e grazie all’impegno delle Forze dell’ordine, è stato rafforzato il presidio antisciacallaggio.

A Fossalta sono partiti i lavori per pulire le strade per poi proseguire con le abitazioni. Le operazioni sono svolte a cura del Comune, con il supporto della Regione. Riaperta poco dopo mezzogiorno la via Emilia.

L’Agenzia regionale per la sicurezza del territorio e la Protezione civile, di concerto coi Vigili del Fuoco e i tecnici del Consorzio della Bonifica Burana, sta definendo l’attuale scenario degli allagamenti con la relativa perimetrazione: un’operazione fondamentale per liberare il prima possibile dall’acqua il territorio. L’obiettivo è sperimentare l’utilizzo della rete di bonifica, particolarmente fitta nella zona interessata, e favorire così il deflusso delle acque. Volontari saranno all’opera per verificare la tenuta dei canali e dei punti di pompaggio a valle, a Sant’Agata Bolognese e a Crevalcore, dove sono già stati portati sacchi di sabbia da utilizzare in caso di necessità.

Al tempo stesso, l’Agenzia regionale di Protezione civile sta organizzando la pulizia delle aree già libere da affidare a squadre composte da personale dei Vigili del Fuoco, Esercito e volontariato – compresa la squadra arrivata dal Piemonte e composta da 36 uomini e donne specializzati con motopompe – con l’obiettivo di accelerare al massimo i lavori e assicurare l’efficienza delle operazioni, per un rapido ripristino della normalità. E da domani a questi si aggiungeranno 14 squadre dalla Lombardia, mentre il Veneto ha dato disponibilità a inviarne, sempre domani, altre 15-20.

Una volta ripulite le abitazioni, i privati potranno depositare rifiuti sul suolo pubblico all’esterno delle proprie abitazioni e i gestori dei servizi si occuperanno del ritiro. I rifiuti elettrici e tecnologici (elettrodomestici, ecc) dovranno essere separati dagli altri rifiuti.

Infine, per quanto riguarda la mobilità, sono stati appena riaperti due ponti sul Secchia – Bacchello e San Martino -, oltre la Via Emilia a Fossalta, dopo i controlli di Anas.

La situazione ponti e strade. Rimane invariata la situazione sulla rete stradale provinciale, dopo una notte nella quale il personale della Provincia ha presidiato tutti i punti critici anche con l’impiego di pattuglie della polizia provinciale a supporto delle forze dell’ordine.


Restano quindi ancora chiuso il ponte Samone sulla strada provinciale 26, a causa del cedimento di una parte della pila centrale, dovuta all’innalzamento del livello del fiume Panaro, in attesa che la situazione meteorologica si stabilizzi e sia quindi possibile valutare la gravità del danno. Chiuso anche il ponte Pioppa sul fiume Secchia, sulla strada provinciale 11 tra Rovereto e San Possidonio, ponte Motta sulla provinciale 468 a Cavezzo e il ponte di Concordia sul Secchia, sulla strada provinciale 8, per l’innalzamento del livello idrometrico del fiume.
Resta chiuso anche il ponte vecchio di Navicello sulla strada provinciale 255 Nonantolana chiusa nel tratto tra Navicello e il centro di Nonantola per l’allagamento della sede stradale.


In montagna sono stati inoltre istituiti sensi unici alternati sulla strada provinciale 35 a Madonna di Pietravolta e sulla provinciale 486 in località Rio Spalancato, a causa dell’accumulo di detriti sulla sede stradale.
Tutti i tecnici della provincia sono al lavoro in queste ore per monitorare la situazione delle strade.

 

 



Non ci sono commenti

Partecipa anche tu