di Luigi Bottazzi
È venuto a mancare Guido Bodrato, dirigente Dc vicino a Benigno Zaccagnini e più volte ministro, deputato per sette legislature, tra il 1968 e il 1994. Bodrato aveva 90 anni.
Pensando a Guido Bodrato, il deputato, il ministro, il politico non settario, dai ragionamenti pacati ma profondi, mi viene alla mente subito la parola “amico”. Un grande e prezioso” compagno” di Partito, di quella Democrazia Cristiana animata dalle posizioni “progressiste”, cioè capaci di guardare il futuro, con pacatezza e profondità, ma mai settarie.
Bodrato aveva un modo tutto suo di pronunciare parola “amico”, al singolare e al plurale, sembrava quasi che volesse caricarla di uno spessore totalizzante. Tra i tanti doni, ha avuto anche quello di sapere praticare l’amicizia nelle sue diverse sfaccettature. L’amicizia politica, certo, fatta di lealtà e di rispetto, mai ipocrita. L’amicizia paterna verso noi più giovani, indulgente sì, ma anche esigente. L’amicizia culturale, cui concorreva la sua insaziabile curiosità intellettuale, così che era difficile scambiare con lui anche soltanto qualche parola senza apprendere qualcosa di nuovo. Lo ricordo nel 1990 quando in campagna elettorale nella lista della DC reggiana per il consiglio regionale, mi dava sempre spunti utili, per analisi sia politiche che economiche, sul quadro nazionale e sulla nostra regione ; gli errori in cui cadeva la maggioranza di governo della nostra Regione.
Ricordo il suo ultimo libro sulle stagioni dell’intransigenza e non avremmo mai smesso di ascoltarlo, sia pure da remoto, come oggi si dice. La sua vita è stata davvero il paragone delle sue parole e dei suoi ragionamenti, perché in lui, nella sobrietà dei comportamenti e dei costumi, nel rigore morale con cui ha esercitato cariche di partito, di parlamento (italiano ed europeo) e di governo, ci siamo – noi democristiani di periferia- spesso specchiati, vedendo riflessi in quella sua capacità di adempiere “con disciplina e onore”, come dice la nostra Costituzione , da lui amata e attuata con rigore, nelle importanti funzioni pubbliche che gli erano state affidate. Ci mancheranno i suoi ragionamenti a tutto tondo, ci mancherà soprattutto la sua, sempre garbata amicizia. A noi, democristiani e cattolici democratici, il compito di non disperdere i doni che ci hai fatto. Riposa nella pace del Cristo risorto, amico Guido.
(Luigi Bottazzi, ex consigliere regionale DC-PPI)






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