Sono passate solo 24 ore dall’annuncio di Coop Alleanza 3.0, che ha deciso di rimuovere dagli scaffali dei suoi punti vendita alcuni articoli prodotti in Israele e i prodotti dell’azienda israeliana Sodastream come “segnale di coerenza” rispetto alla posizione del gruppo su quanto sta accadendo in Medio Oriente, e in particolare nella striscia di Gaza, ma sono già divampate le polemiche in risposta alla presa di posizione della principale tra le cooperative di consumatori del sistema Coop.
La reazione più veemente, al momento, è quella arrivata dalla Comunità ebraica di Milano: secondo il suo presidente Walker Meghnagi “il boicottaggio della Coop si inserisce nella peggiore tradizione del nazionalsocialismo e del fascismo, è pericoloso e fomenta un clima antiebraico”.
“Ho vissuto personalmente a Tripoli le persecuzioni anti-ebraiche, quando gli arabi cercavano gli ebrei casa per casa, e anche là si iniziò con questo genere di iniziative scellerate”, ha ricordato Meghnagi: “La Coop è corresponsabile di un clima di odio senza precedenti e ne risponderà nelle sedi opportune”.
Oltre alla recente decisione di rimuovere dagli scaffali i prodotti israeliani, già da un paio di settimane Coop Alleanza 3.0 ha scelto di inserire nel suo assortimento la Gaza Cola: una bevanda in lattina, espressione di un progetto al 100% di proprietà palestinese, le cui vendite contribuiranno a finanziare la ricostruzione di un ospedale nella striscia di Gaza.






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